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    August 24

    RISCRITTO/modificato. Vacanze.

    **Sono tornata solo un paio di giorni fa dall'Africa e sono stata da dio.. pensate che volevano pure comprarmi per 5000, 10000 cammelli.. e via via sempre più! Ma vi pare!? Pazzi. "Italia? Bela Itallia.. bela tu, belli occhi. Verdi.. bellisimi. Signora (a mia madre) a quanti cammelli? quanti cammelli vuole? a quanti cammelli la vende.. cinquemila? Diecimila cammelli?" Ma sorvoliamo. Che non una, non due, ma taaante, tantissime volte. Ma io proprio non riesco ad immaginarmi che le cose e le persone (ma dai ma sul serio lo facevano con le persone!? beh magari con le donne si visto il ruolo che coprono nella religione mussulmana...) le si potessero scambiare/contrattare con cammelli o pecore!! ma dai!
    Ma vi sembra che io possa valere TOT cammelli!?!? ma io non voglio essere quantificata in questo modo!! Ma scusate eh! Poi, io non voglio essere quantificata per nulla insomma, tantomeno per dei cammelli -_-" ; Fosse oro.. beh potrei considerare l'offerta.. ;P ma cammelli.. orsù! che se ne farebbe mia madre di dieci-mila-cammelli!?!?

    **Breve digressione: ho saputo che un cammello potrebbe costare all'incirca 200euro (euri, per i romani che mi leggono. sono pluralista ahah!). Se mia mamma riuscisse a contrattare anche quindicimila cammelli e ammesso che un cammello costi all'incirca 200euro/i .. 200*15.000 .. è = a 3.000.000 di euro/i!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!e beh ci farei un pensierino allora. Ma giusto x aspettare che mia madre venda tutti i cammelli.. poi scapperei e tornerei a casa da lei più ricca che mai :D poi ovvio, dovremmo cambiare identità e cittadinanza .. altrimenti ci sgozzano -_-" ma questo è solo un piccolissimo particolare]

    **.... Hammamet è bella, Cartagine ancora di più, affascinante. Tunisi moderna e piena di vita. Le Medine diverse tra loro e molto caotiche, ma luoghi dove si possono fare dei buoni affari (a parte la contrattazione me-cammelli). In Tunisia, come in tutti i paesi arabi, c'è questo tipo di compra-vendi, vige cioè la legge della contrattazione. Sta' a noi cercare di avere i prezzi migliori.. bisogna cercare di dimezzare di almeno la metà il prezzo richiesto. E' figo, è forte, ci si diverte insomma. Loro pur di vendere qualcosa arrivano a vendere persino un ciondolo d'oro a soli 15 dinari, che equivalgono all'incirca a 7 o 8 euro (1d è uguale a 0.50 o 0.60 centesimi di euro).
    Tutti i giorni e in qualsiasi cittadina si trova il mercato in medina-(-> nelle città islamiche, la medina è la parte vecchia, in cui si trovano il bazar e la moschea. C'è anche una medina nuova a Yasmine, vicino Hammamet, che è ovviamente più moderna, stracolma di locali molto belli, negozi, alberghi stupendi) e un'infinità di bazar dove ci si diverte a contrattare l'artigianato locale, talvolta invitati a contrattare persino davanti ad una tazza di tè alla menta.
    I giorni tipici di mercato sono il venerdì nella città di Nabeul, una città situata sulla parte più esterna e che dista persino a soli 145/50 km da Pantelleria. Altro giorno tipico di mercato è il giovedì, ad Hammamet. Sono molto mattinieri, siccome il pomeriggio la temperatura per restare a girare al mercato sarebbe insopportabile, iniziano alle 6 del mattino e continuano fino alle 14. Ma in questo non differiscono molto da noi (almeno dai mercati di Milano;).

    Abbiamo seguito soltanto due gite, gli altri giorni li abbiamo passati tra città (di sera) e mare (mattino e pomeriggio). Le gite che ho proposto a mia madre di fare sono state le visite guidate a  "Tunisi/Cartagine/Sidi Bou Said: La capitale e la storia romana" e poi, nei giorni seguenti, un'altra visita guidata a Nabeul, la capitale della ceramica tunisina.

    mercoledì 15 -  Partenza dall'hotel per Tunisi, capitale della Tunisia, città cosmopolita, un intreccio di culture e colori dove abbiamo fatto visita dapprima alla medina, la "città vecchia" di Tunisi con i suoi souk e bazaar, proseguendo poi per la città di Bardo, presso il museo appunto chiamato "Museo del Bardo", il più importante musei del nord Africa e uno dei più importanti al mondo per la raccolta di reperti archeologici d'epoca romana e di mosaici. All'ora di pranzo ci siamo diretti in un ristorante tipico di Tunisi.
    Tunisi è una città storica ma sicuramente molto dinamica, forse alle volte sembra di poter intravedere quel sottile confine, quella soglia minima che è solita separare il passato dal presente, ma in questa città è quasi del tutto confondibile, passato e presente si sposano, sono intimamente uniti.Principalmente Tunisi si può dire sia fatta da tre città, il centro storico con la sua Medina, la città "europea", costruita all'inizio del Ventesimo sec., centro della città attuale; e una corona di nuovi quartieri che danno al tutto un aspetto modernissimo. La famosissima Medina di Tunisi è una vera città nella città; è un complesso e vasto labirinto di stradine, passaggi a volta fantastici e, per chi non è del posto, spesso suggestivi.. e dei souks pieni di vita. Bellissime le porte chiodate, in telai di pietra scopita, che "aprono" dei meravigliosi musei.
    A Tunisi c'pè anche Il Teatro Munincipale, costruito nel 1902, che è un raro esempio di architettura monumentale di stile Art nouveau.
    Il Museo del Bardo, che ho citato prima, è uno dei più grandi musei archeologici del mondo; ci sono sezioni dedicate all'antichità, allla preistoria e all'arte islamica, ma questo museo è principalmente  famoso per la sua collezione di un migliaio di mosaici di epoca romana (ammetto che i mosaici sono dei capolavori "umani", e anche la pittura a mano libera delle porcellane... ma sono sincera: i mosaici e le facciate piastrellate.. non sono di mio gusto). Ho trovato molto belli i reperti tra cui  Venere, Bacco, Ercole, Saturno, Minerva, ecc. e anche molte statue della Venere.

    Nel pomeriggio abbiamo visitato il sito archeologico di Cartagine e abbiamo proseguito poi per
    Sidi Bou Said, la caratteristica città conosciuta come "città bianca e azzurra", la Saint Tropez tunisina, che sorge su di una collina a strapiombo sul golfo di Tunisi.. c'era un numero incalcolabile di gradini che pareva essere un'acesa al paradiso, ma anziché salire scendeva..e metafore a parte, la visione che offriva era un vero e proprio paradiso. Fantastico.
    Cartagine  si trova a pochi minuti da Tunisi.. città fondata dai Fenici come tutti sappiamo ma di preciso dalla principessa fenicia Elyssa (soprannomin. Didone), nel 814 a.C.; nemica dei Greci e poi di Roma, di cui le "Guerre Puniche" ne hanno segnato la storia.. fu  distrutta e poi ricostruita dai Romani (una specie di fai-da-te;). Ha lasciato delle vestigia, delle impronte.. dei ricordi, delle memorie, che sono impressionanti.. come le Terme d'Antonino, che costituiscono il sotto suolo monumentale, le ville e il teatro Romano (anche questi tra le foto nell'album di questa vacanza).

    Se si visita il sito di Cartagine vale la pena visitare anche il pittoresco villaggio "disegnato" di bianco e di blu: Sidi Bou Said, semplice e raffinato, apparentemente calmo ma dominante, imponente.

    I
    nfine abbiamo fatto visita anche a uno dei bar più antichi del paese, il rinomato "Caffè des Nates", dove si degustava il tipico tè alla menta con pinoli o altrimenti il tipico caffè turco, che già conoscevo (in quanto amante della cucina e delle specialità straniere, soprattutto orientali) e a mio parere buonissimo.

    Siamo rientrati in albergo verso l'ora di cena, tempo di una doccia e poi via al ristorante del villaggio. 
    Una bella gita, senza dubbio.

    venerdì 17 -  L'altra gita è stata presso la fabbrica della ceramica nella città di Nabeul (che si legge Nabùl). E' la maggiore città della regione di Capo Bon, famosa per le sue ceramiche e terrecotte artigianali e l'estrazione di essenze profumate.
    E' considerata capitale delle arance e dell'artigianato, ma soprattutto "capitale della ceramica".
    Nabeul è l'antica Neapolis; nel mercato del venerdì, un tempo dedicato alla compravendita dei cammelli, si possono acquistare oggetti artistici scolpiti nel legno e braccialetti d’argento, ceramiche, oggetti  di varia natura e forma, insomma di tutto e di più e ovviamente.. trattando! In aprile si tiene il Festival della Fioritura degli Aranci, che richiama gente da ogni parte del paese. Inoltre nella città c'è un conosciutissimo piccolo ma interessante museo che raccoglie reperti sia romani che punici.

    Il simbolo di questa città è un grosso vaso o propriamente chiamato La Jarre (la Giara), l'ho fotografato e oltre che trovarlo qui sotto ci sono anche diverse foto sempre nell'album relativo a questa vacanza. Questo vaso monumentale, decorato nello stile tipico di Nabeul, circonda il tronco di un'altissima tuia (il tipo di pianta che potete vedere). E questo segna l'inizio di un bel viale che scede verso una spiaggia.
    Nelle ceramiche ornamentali di Nabeul chi cerca ed esige forme geometriche di precisione, decori e colorazioni ornamentali precise e altrettante precise miscelanze nei colori e tant’altro che abbia caratteristica di perfezione, è sicuramente sulla strada sbagliata.
    A Nabeul, persino le forme - solitamente realizzate totalmente a mano libera e senza alcun ausilio tecnologico (infatti durante la visita alla fabbrica, in una delle fasi del ciclo produttivo, la decorazione veniva fatta da dei giovanissimi ragazzi, tra i 16 e i 19 anni al massimo e completamente a mano libera) - si allontanano da quelli che sono i criteri di perfezione. Ed è per questo modo d'improvvisare forse, anzi sicuramente, dai cui "disegni" traspare naturalezza, spontaneità e originalità, che le ceramiche ornamentali di Nabeul sono arrivate nei migliori mercati del Mondo... e non per niente: perché l’arte, quand'è pura espressione di Bellezza (sta a vedere il punto di vista di questa considerata "Bellezza", che talvolta - troppo spesso - ne si fraintende il senso proprio, vero e profondo del significato) non passa inosservata.

    Il ciclo produttivo della ceramica è davvero carino, interessante ecco. Brevemente diciamo che si parte innanzitutto dalla preparazione dell'argilla;
    poi c'è la sua lavorazione, perché l'argilla prima di essere modellata deve essere impastata correttamente. Ci sono vari tipi di modellazione ma quella più frequente (o comunque quella a cui ho assistito io) era il tipo di modellazione al tornio, utilizzata soprattutto per la produzione di vasi e prevede l'utilizzo di un supporto girevole, azionato da pedali o tramite motorino elettrico. Si parte con una certa massa di argilla, a seconda delle dimensioni dell'oggetto da creare, che viene lavorata utilizzando mani o altri strumenti mentre questa continua a girare. Così la rotazione permette "facilmente" di modellare. POi avviene l'essiccazione, la cottura.. ecc. ecc.

    L'arte della ceramica e delle terraglie in Tunisia si attribuisce ai Berberi (popolazione della zona dell'Africa sett.) sin dall'antichità l'utilizzo dei serbatoi di terracotta come il giare per conservare e preservare i raccolti di grano, di lenticchia, di dattero e dell'olio d'oliva. Lampade all'olio e piccole figurine a base d'argilla sono state utilizzate nelle cerimonie di matrimoni per portare felicità ed allontanare i cattivi spiriti (curiosa questa cosa:).

    Il Capo Bon è una penisola puntata veros la Sicilia... pensate che dista soltanto meno di 160 km da Pantelleria! I confini di questa penisola sono fatti da lunghe spiagge vergini a sud e montagnose a nord. In questa regione sono molto per la pesca; qui prevalgono grossi villaggi agricoli, d'immensi aranceti, di vigneti e di altri prodotti orticoli; gli aranceti sono belissimi da vedere (e anche da mangiarne il prodotto coltivato!)... giganesche piantagioni d'aranci, di mandarini e clementine... Non so che farci ma a me tutto questo risultava assolutamente incantevole.

    **Gite a parte è stata complessivamente una favolosa vacanza; gente calorosa, simpatica, formidabile davvero. E' stato bellissimo, sicuramente un'altra vacanza da ricordare. In particolar modo sono felice di aver conosciuto Rino, un ragazzo favoloso. E' di verona, pensare che l'avevo preso per uno straniero e quindi non avendo voglia di esprimermi in inglese o, se non fosse stato inglese, a gesti, l'ho evitato sin dal principio. Ma la scoperta l'ho fatta al Bar del Moro, presso il nostro villaggio: una sera dopo cena, mentre stavo prendendo un caffè con mia madre, cercavo di chiedere un dannatissimo dolcificante.. Rivolgendomi al barista, che un pochettino l'italiano mi aveva dato l'impressione di capirlo, faccio: "eh... dolcificante?.. diet?" LUI: "no capito" ... IO: "diet.. dietor.. no sugar, eh... dol ci fi cante" LUI: "no.. va via e torna con un altro tipo di zucchero" IO: dietor.. no sugar .. sugar free!!"  e lui mi fissava. Al che mi stavo alterando perché cioè.. almeno dimmi qualcosa no?, che mi fissi a fare idiota. E niente, lui stava lì, bambola di porcellana (o, giusto per la cronaca, di ceramica -_-") .. ed ecco Rino all'attacco!  Lui, Rino, di fianco a mia mamma (ancora non lo conoscevo eh!)  che fa: "Ah! Ho capito! .. chiede se avete il dolcificante! Dietor!" ... a parte la sua 'entrata' non molto efficiente (perché comunque il barista non aveva capito me e non vedo come avrebbe potuto capire lui con le mie stesse medesime espressioni), ma almeno avevo capito che era italiano! E da lì ci siamo conosciuti.
    Sin da subito ha conosciuto mia madre e si sono piaciuti e questo mi ha tranquillizzato, la cosa mi è andata a genio.

     ..  io e la mia amica Rachele abbiamo constatato proprio oggi che spesso, quando amici o fidanzati non piacciono alle mamme, nella maggioranza dei casi ci si ritrova alla fine quasi sempre a dire che... 'aveva ragione mamma". E non è odioso questo???  grr! Beh, meno male che lui piace a mamma ^_^ e che lui per lei stravede ^^

     

    Ah... poi in fin dei conti ho messo lo zucchero.

     


    bye!
       

        fiOrdivanilla

    August 11

    Xagosto

    Chissà cosa stavi facendo, chissà cos'avrai fatto. Avrai cercato di catturare anche tu nei tuoi sguardi qualche stella cadente quella notte?  ... e io intanto ne avevo già viste quattro prima ancora che fosse notte. Possibile?, ma piuttosto.. credi potesse valere ugualmente vedere cader giù le stelline-di-breve-vita anche non di notte? Eppure le ho viste e me l'aspettavo sai o meglio, me lo sentivo. Io che in nessuna notte del X agosto della mia vita mi sono mai fermata (nonostante avessi voluto farlo) a guardare il cielo aspettando di vedere qualcuna di queste stelle, ma quella notte (Xagostoduemilasette) sentivo che se solo avessi avuto pazienza e voglia di affacciarmi e buttare un po' gli occhi al cielo.. ne avrei incontrata qualcuna. E questa sensazione non l'ho abbandonata, l'ho colta e l'ho desiderata. Ho visto così disegnare sogni nel cielo. Ho visto le stelle parlare (ma non le ho sentite perché erano troppo lontane e il fracasso della confusione che avevo in testa ha soffocato la loro musica); le ho viste parlare tra loro. Ho visto e osservato più attentamente le stelle e ho scoperto che vibrano (le stelle vibrano! Vibrano di luce! Provate ad osservarne una attentamente per più di qualche manciata di secondi e capirete di cosa parlo!). Non ho trovato la luna e ho capito che quella notte era la notte delle stelle e che Lei, La Luna, si è amabilmente fatta da parte per lasciar loro spazio a questa importante sfilata che capita una volta l'anno.

    Ne ho viste quattro. Due erano gemelle. Ed erano bellissime.
    Gemelle perché in quel breve attimo è successo che han percorso traiettorie perfettamente parallele. Sono nate insieme e sfilato in vesti luminosissime, una di fronte all'altra, scoparendo un attimo dopo poco più in là (smisuratamente più in là) e poco più giù (infinitamente più giù), insieme.  Santo cielo, sono stante favolose.
    Le altre due Cadenti invece sole, una qua, una là, nel cielo già pieno di stelle. Che bello era il cielo quella sera. Pregno di magia (e di desideri da realizzare). E tu cosa avrai fatto? Sarai riuscit a catturare una stella cadente e ad esprimere il fatidico desiderio? Non lo so per certo, ma mi piace credere di si e mi piace pensare che quel desiderio fosse destinato a me.
    Ti bacio, come non ho mai fatto. Ti bacio attraverso il cielo e attraverso la magia che si costella ora in tutto il mondo, magari attraverso una stella sicché è la sua festa o attraverso la luna, meglio, che è nascosta questa sera, è nascosta e il mio bacio è così che vuol essere. Nascosto, sussurrato, rubato.

    Mi sono accorta di una cosa però. Che non ho espresso desideri. Non era serata e sai cosa, nemmeno mi andava più di starmene lì a fissare quel cielo così assurdo (così bello). Non mi andava di starlo a sentire, non mi andava di starlo ad ascoltare, di prestargli attenzione.
    Le mie stelle, quelle che ho visto cadere, le regalo a te. Inutile rimangano luccichii tristi di desideri inespressi. Le dono a te e tu, fanne quel che ti pare.



    [i m p o r t a n t e . L e g g e r e c o n A t t e n z i o n e ] :
    le parole di questo scritto sono destinate ad un immaginario, niente di reale, pura fantasia. Forse la volontà di avere una persona vicina, tuttavia questa persona non c'è (benché mi ritrovo a contraddirmi è comunque la verità: la persona che accanto a me non c'è è una pura scelta) e, quindi, quanto scritto sopra non è dedicato/destinato a nessuno. Nessuno.
    August 08

    e se la luna fosse.

    x: e se la luna fosse un puzzle perfetto di stelle?
    y: e se fosse una concentrazione di desideri?
    x: ... e se fosse invece un puzzle perfetto di desideri che sono a loro volta stelle, qualche volta cadenti, a loro volta luna?
    y: allora sarebbe stupendo. allora vorrei che la luna ogni notte, o di tanto in tanto, si disintegrasse disperdendo e disseminando le sue stelle, dimodoché, queste, si esauriscano nei desideri degli Uomini più meritevoli.

    pensieri..

    e se la Luna fosse un puzzle perfetto di stelle?
    August 07

    Un pensiero per voi, Amiche.

    L’amicizia è un fiore sbocciato proprio nel tuo giardino, un giorno così, per caso, senza che te ne accorgessi. Avevi detto “per sempre”. L’avevi giurato anche se non si dovrebbe. Scritto nei biglietti d’auguri, inviato via sms, ribadito con abbracci e strette di mano. Per sempre la nostra amicizia, per sempre insieme, anche tra cent’anni. Perché gli amici veri sanno anche litigare e subito dopo volersi bene di nuovo. Questo pensavi. Poi succede qualcosa. Quella certezza assoluta che ti ha accompagnato fin lì. Quella sicurezza del cuore, quella tana dove andavi a rifugiarti, ridere e progettare, vacilla. Una specie di torrente che cresce, che non controlli più. E dici parole sbagliate, ferisci a fondo con una cattiveria precisa e profonda che non ti conoscevi. A volte è per rabbia, a volte è solo un momento per cui sarebbe bastato contare fino a dicei, altre ancora sei solo permalosa, ma se ci fosse modo d’aspettare, di mettere l’orologio avanti di cinque minuti te ne accorgeresti da sola, rideresti di te e via. A volte cerchi un nemico che non c’è e di colpo parti all’attacco, salvo accorgerti troppo tardi che il campo di battaglia era solo un prato di margherite e tu le hai calpestate tutte. Certo, ricrescono. Ma ci vogliono tempo e pazienza. E non sempre li hai o li vuoi avere. Evitare il danno. Che non vuol dire essere ipocriti, non significa sempre e solo compiacersi a vicenda. Quella non è amicizia, è finzione. Vuol dire essere sinceri ma con rispetto. Vuol dire sapere che nella vita non si va sempre d’accordo ma questo non significa non essere più amici. Quanti cadaveri invece sulla strada dell’orgoglio. Quanti involucri vuoti sullo scaffale dei musi lunghi. Quanto tempo perso a perdersi. E allora il legame s’incrina, la distanza aumenta e solo a volte riesci a recuperare, a trovare il coraggio di mettere da parte l’amor proprio. Mi viene in mente un passaggio di Vinicio Capossela. “Le persone che hai amato inizieranno a essere un’eco nella cornetta del telefono portatile. Non incontrerai mai veramente, perché avrai perso il desiderio, non ne avrai a sufficienza per costringerti a percorrere una strada, a dedicare il tempo. A decidere e basta. Non si riuscirà a darlo, quel tempo, a nessuno, nemmeno per percorrere un pezo di strada, saranno sempre e soltanto frammenti. Piccoli specchi su cui rimbalzare. L’amore, il contatto, il cammino, sarà solo amore rubato, vorace, rapacemente.”

    da un libro di Moccia.

    August 05

    emozioni.

    ... e comunque è uno spettacolo. Impiegare tutta quella forza, quella potenza delle gambe e delle braccia.. e fermarsi un attimo, aggrappata, accozzata alla parete e guardarsi dietro, osservare così che davanti a sé si ha l'infinito..  Non avevo mai visto tanta bellezza naturale in una volta sola. Le nuvole e il cielo più vicini a me e le vallate e qualche laghetto... e il tutto racchiuso in una favolosa cornice: il niente, oppure il tutto. Perché non c'erano limiti, non c'erano confini. Non vedevo strade, né vedevo uomini, né altro di simile.  Solo la  grandezza della natura. E la fatica fatta, la stanchezza.. e anche quella lieve e fibrillante paura... Alimentavano in me l'emozione della arrampicata; e tutte queste emozioni si ricompensavano della vista di tutto quello splendore.

    E ora so cosa provava mio padre, volteggiante sotto un'enorme ala, sotto la vela del parapendio. Quando l'altro giorno gli esprimevo le emozioni dell'arrampicata lui mi ha risposto questo: "Ora sai cosa provavo in volo, a volte quando cerchi una termica e dal nulla appare un falchetto che con uno stridio ti invita a seguirlo accompagnandoti dove la corrente ti porterà in alto"; mi sono venute le lacrime agli occhi quando mi ha scritto questo. Come dice bene mio padre, "Quando si fanno attività che ti portano ad essere a contatto con la natura devi essere cieco, sordo  e senza olfatto contemporaneamente per non accorgerti della vita e delle belle cose che ci sono attorno a noi in quel momento".
    La forza della natura è ineguagliabile "La natura non va sfidata, bisogna conoscerla, capirla, capirne i segreti, altrimenti se la prendi di petto ti schiaccia" ed è verissimo, hai ragione papà. Chi spesso l'ha sottovalutata ne è rimasto sconfitto. La natura, proprio come dici tu, non va sottovalutata.. ma c'è chi commette questo enorme sbaglio. La natura non bisogna sfidarla, bisogna prenderla a braccetto facendosi accompagnare nelle sue miriadi di segreti e misteri che essa cela, arcani segreti silenti che non tutti hanno la sensibilità di comprendere e non tutti hanno la fortuna di potergli accedere, potendoli penetrare.

    Montagna e città sono una perfetta contraddizione radicale. In una sola giornata ho provato emozioni che non mi capitavano se non quando ero piccola, in quei tempi in cui seguivo mio papà in montagna nei suoi campionati di volo in parapendio, o nelle varie gare, o nei semplici allenamenti. Erano anni che non andavo più in montagna e non so dirmi quale sia il motivo.

    Comunque, cose impossibili da vedere e da fare, in città: ad esempio mi sono avvicinata ad una farfalla, posata sulla roccia di una fonte di acqua potabile
    . Era nera, con delle macchioline rosse (rosso-passione?). Avvicinavo piano la mano, ma senza speranza, convinta che da un momento all'altro sarebbe volata via, com'è d'abitudine sapere che fanno tutte le misere farfalle di città. Ero senza speranza come ho detto, ma quando questa anziché scappare via con un semplice battito d'ali è salita sulla mia mano... mi è sembrato un miracolo. Non posso farci nulla, a me queste cose emozionano.  E.. è la Natura. Ecco cos'è. Sono la forza e la bellezza della natura che mi emozionano. E' sentire il vento sussurrare anziché soffiare. E' vedere le nuvole prendere forma come se stessero colloquiando tra di loro, come intente in un animato dialogo, oltre a pensare all'arrivo di un temporale. E' respirare l'altezza dal suolo e sentirsi più su che giù, più vicini al cielo che alla terra rispetto alla norma. E' il guardare dietro le proprie spalle e vedere uno spettacolo mozzafiato anziché vedere strade e caos.

    Tabella

    Ecco qui la tabella comparativa dei gradi di difficoltà. Sono riportate le scale di misura più usate per assegnare i gradi di difficoltà delle vie: francese, internazionale (UIAA), americana (Yosemite Decimal System), inglese e australiana (Ewbank System).
    Nell'ultima colonna e' stato inserito il livello (indicativo) delle capacità dell'atleta per affrontare le relative difficoltà degli itinerari di arrampicata.

    Le difficoltà sono in ordine crescente e si intendono per risalite senza soste, ausilio di staffe, rinvii, moschettoni o altri mezzi artificiali.

    F UIAA YDS GB AUS Livello
     1  II  5.3 3b     Novizio
     2  III  5.4 3c      
     3  IV  5.5 4a       
    4 IV+ 5.6 4b     Principiante
    4a V 5.7 4c   15   
    5a V+ 5.8   HVS 16  
    5b VI- 5.9 5a   17  
    5c VI 5.10a   E1 18  Intermedio
    6a VI+ / VII- 5.10b 5b   19  
    6a+ VII 5.10c   E2 20  
    6b VII / VII+ 5.10d 5c   21  
    6b+ VII+ 5.11a   E3 22  
    6c VIII- 5.11b     23 Avanzato 
    6c+ VIII 5.11c 6a E4 24  
    7a VIII+ 5.11d     25  
    7a+ IX- 5.12a   E5 26  
    7b IX- / IX 5.12b 6b     Esperto 
    7b+ IX 5.12c   E6 27  
    7c IX / IX+ 5.12d 6c   28  
    7c+ IX+ 5.13a   E7 29  
    8a IX+ / X- 5.13b       Super Esperto
    8a+ X- 5.13c 7a   30  
    8b X 5.13d   E8 31  
    8b+ X+ 5.14a     32  Elite
    8c X+/XI 5.14b 7b      
    8c+ XI+ 5.14c   E9  33  
    9a XII 5.14d 7c    34 Super  Elite

    Arrampicata Sportiva

    Bellissima l’Arrampicata Sportiva su roccia vera! È stato stupendo.
     
    Sono partita dallivello per poi passare direttamente al 6a, cosa che non mi sarei mai aspettata ma, come diceva lui, il “maestro”, salivo come una gazzella… era inutile quindi continuare a fare quella parete così semplice e tra l’altro artificiale! C’è grande differenza tra l’essere a contatto con dei materiali artificiali e essere invece a contatto con una roccia, fresca, naturale, con le lucertoline che magari sbucano fuori da alcune fessure e i ciuffi d’erba… e nella ricerca di una via tastare la liscezza delle levigature di quelli che tempo fa erano magari spigoli di roccia che servivano da appigli o da appoggi.. (dico sia appigli che appoggi perché gli appigli sono quelli che cercano le mani per issarsi, gli appoggi sono quelli che cercano i piedi... che potrebbe anche essere benissimo che quelli che prima erano appigli per le mani diventino qualche istante dopo appoggi per i piedi).
     
    Il quarto livello come dicevo consisteva in una parete di roccia artificiale, con vari pannelli (quei appigli/appoggi di cui parlavo). Essendo in montagna la roccia c’era, era vera, non come nelle palestre in cui è l’intera parete ad essere artificiale. Ecco degli esempi di intera parete artificiale. A differenza di queste pareti artificiali per interni, quella di 4a che ho fatto in montagna era simie solo nel fatto che aveva quei panelli. Ma la parete era di roccia vera e i pannelli fissati nella roccia.
    Spesso nelle palestre al chiuso ci sono piccoli boulder (come pareti bassissime) che servono sopratt per migliorare la tecnica e per aumentare la propria resistenza, sia degli avambracci, che delle braccia in generale e poi la forza nelle gambe e anche delle dita delle mani (che conta molto).
    August 01

    Inferno - Dante.

    “PER ME SI VA NE LA CITTA’ DOLENTE,
        PER ME SI VA NE L’ETERNO DOLORE,
    PER ME SI VA TRA LA PERDUTA GENTE.
     GIUSTIZIA MOSSE IL MIO ALTO FATTORE:
          FECEMI LA DIVINA POTESTATE,
      LA SOMMA SAPIENZA E ‘L PRIMO AMORE.
     DINANZI A ME NON FUR COSE CREATE
      SE NON ETERNE, E IO ETERNA DURO.
     LASCIATE OGNI SPERANZA, VOI CH’ENTRATE.”

      (Inferno, Canto III, vv. 1-9)

    Con queste parole, che Dante vede scolpite sulla sommità di una porta, si apre il Canto III dell’Inferno, in cui il poeta si trova proprio sulla soglia del mondo delle anime dannate. Queste frasi, dal senso così tremendo e oscuro, sono scolpite sopra la porta dell’Inferno; la porta stessa sembra personificarsi e parlare con la sua bocca che nasconde solo tormenti e dannazione eterna, predice il destino di coloro che stanno per oltrepassarla: attraverso di essa si entra nella città del dolore (l’Inferno, appunto), nel tormento perenne (senza fine), fra le anime dannate. La porta è una creazione di Dio (il mio alto fattore), il quale la costruì per rendere giustizia ai buoni (punendo i malvagi), e come tutte le altre  cose create è segno della sua potenza, della sua sapienza e del suo amore; è inoltre eterna. Ma la frase lapidaria che conclude l’epigrafe è forse quella che più si fissa negli occhi di chi legge proprio per la sua ineluttabilità ed eternità: lasciate ogni speranza, voi ch’entrate, chi oltrepassa la soglia dell’Inferno non ne uscirà mai più (fatta eccezione, ovviamente, per Dante!).

      Il poeta rimane certamente turbato nel leggere questa promessa di dannazione, ma le sagge parole e il sorriso di Virgilio lo rassicurano.

    [terze fonti.]

    I progressi del mondo.

    "Il mondo non farà progressi più rapidi se di voi poeti farà dei tribuni, e di filosofi dei ministri. Esso progredirà dovunque un uomo farà quello per cui è destinato, quello che la sua indole gli richiede, e che quindi fa bene e volentieri."  Herman Hesse.

    .. è come fare un lavoro per cui non si è portati assolutamente. Come dire, andare contro vento oppure contro corrente in un mare in tempesta. O cercare di uscire dal terribile vortice di una tromba d'aria. Mentre tutto è più favorevole qualora si faccia un lavoro per cui si è portati, o se si viaggia nella stessa direzione del vento, oppure se ci si lascia trasportare dalle onde del mare. Allora tutto e tutti sembreranno cospirare a tuo favore, e anche il mondo stesso sembrerà farlo (e sicuramente lo farà).