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August 24 RISCRITTO/modificato. Vacanze.**Sono tornata solo un paio di giorni fa dall'Africa e sono stata da dio.. pensate che volevano pure comprarmi per 5000, 10000 cammelli.. e via via sempre più! Ma vi pare!? Pazzi. "Italia? Bela Itallia.. bela tu, belli occhi. Verdi.. bellisimi. Signora (a mia madre) a quanti cammelli? quanti cammelli vuole? a quanti cammelli la vende.. cinquemila? Diecimila cammelli?" Ma sorvoliamo. Che non una, non due, ma taaante, tantissime volte. Ma io proprio non riesco ad immaginarmi che le cose e le persone (ma dai ma sul serio lo facevano con le persone!? beh magari con le donne si visto il ruolo che coprono nella religione mussulmana...) le si potessero scambiare/contrattare con cammelli o pecore!! ma dai! **Breve digressione: ho saputo che un cammello potrebbe costare all'incirca 200euro (euri, per i romani che mi leggono. sono pluralista ahah!). Se mia mamma riuscisse a contrattare anche quindicimila cammelli e ammesso che un cammello costi all'incirca 200euro/i .. 200*15.000 .. è = a 3.000.000 di euro/i!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!e beh ci farei un pensierino allora. Ma giusto x aspettare che mia madre venda tutti i cammelli.. poi scapperei e tornerei a casa da lei più ricca che mai :D poi ovvio, dovremmo cambiare identità e cittadinanza .. altrimenti ci sgozzano -_-" ma questo è solo un piccolissimo particolare] **.... Hammamet è bella, Cartagine ancora di più, affascinante. Tunisi moderna e piena di vita. Le Medine diverse tra loro e molto caotiche, ma luoghi dove si possono fare dei buoni affari (a parte la contrattazione me-cammelli). In Tunisia, come in tutti i paesi arabi, c'è questo tipo di compra-vendi, vige cioè la legge della contrattazione. Sta' a noi cercare di avere i prezzi migliori.. bisogna cercare di dimezzare di almeno la metà il prezzo richiesto. E' figo, è forte, ci si diverte insomma. Loro pur di vendere qualcosa arrivano a vendere persino un ciondolo d'oro a soli 15 dinari, che equivalgono all'incirca a 7 o 8 euro (1d è uguale a 0.50 o 0.60 centesimi di euro). mercoledì 15 - Partenza dall'hotel per Tunisi, capitale della Tunisia, città cosmopolita, un intreccio di culture e colori dove abbiamo fatto visita dapprima alla medina, la "città vecchia" di Tunisi con i suoi souk e bazaar, proseguendo poi per la città di Bardo, presso il museo appunto chiamato "Museo del Bardo", il più importante musei del nord Africa e uno dei più importanti al mondo per la raccolta di reperti archeologici d'epoca romana e di mosaici. All'ora di pranzo ci siamo diretti in un ristorante tipico di Tunisi. venerdì 17 - L'altra gita è stata presso la fabbrica della ceramica nella città di Nabeul (che si legge Nabùl). E' la maggiore città della regione di Capo Bon, famosa per le sue ceramiche e terrecotte artigianali e l'estrazione di essenze profumate. L'arte della ceramica e delle terraglie in Tunisia si attribuisce ai Berberi (popolazione della zona dell'Africa sett.) sin dall'antichità l'utilizzo dei serbatoi di terracotta come il giare per conservare e preservare i raccolti di grano, di lenticchia, di dattero e dell'olio d'oliva. Lampade all'olio e piccole figurine a base d'argilla sono state utilizzate nelle cerimonie di matrimoni per portare felicità ed allontanare i cattivi spiriti (curiosa questa cosa:). **Gite a parte è stata complessivamente una favolosa vacanza; gente calorosa, simpatica, formidabile davvero. E' stato bellissimo, sicuramente un'altra vacanza da ricordare. In particolar modo sono felice di aver conosciuto Rino, un ragazzo favoloso. E' di verona, pensare che l'avevo preso per uno straniero e quindi non avendo voglia di esprimermi in inglese o, se non fosse stato inglese, a gesti, l'ho evitato sin dal principio. Ma la scoperta l'ho fatta al Bar del Moro, presso il nostro villaggio: una sera dopo cena, mentre stavo prendendo un caffè con mia madre, cercavo di chiedere un dannatissimo dolcificante.. Rivolgendomi al barista, che un pochettino l'italiano mi aveva dato l'impressione di capirlo, faccio: "eh... dolcificante?.. diet?" LUI: "no capito" ... IO: "diet.. dietor.. no sugar, eh... dol ci fi cante" LUI: "no.. va via e torna con un altro tipo di zucchero" IO: dietor.. no sugar .. sugar free!!" e lui mi fissava. Al che mi stavo alterando perché cioè.. almeno dimmi qualcosa no?, che mi fissi a fare idiota. E niente, lui stava lì, bambola di porcellana (o, giusto per la cronaca, di ceramica -_-") .. ed ecco Rino all'attacco! Lui, Rino, di fianco a mia mamma (ancora non lo conoscevo eh!) che fa: "Ah! Ho capito! .. chiede se avete il dolcificante! Dietor!" ... a parte la sua 'entrata' non molto efficiente (perché comunque il barista non aveva capito me e non vedo come avrebbe potuto capire lui con le mie stesse medesime espressioni), ma almeno avevo capito che era italiano! E da lì ci siamo conosciuti.
Ah... poi in fin dei conti ho messo lo zucchero.
August 11 XagostoChissà cosa
stavi facendo, chissà cos'avrai fatto. Avrai cercato di catturare anche
tu nei tuoi sguardi qualche stella cadente quella notte? ... e io
intanto ne avevo già viste quattro prima ancora che fosse notte.
Possibile?, ma piuttosto.. credi potesse valere ugualmente vedere cader
giù le stelline-di-breve-vita anche non di notte? Eppure le ho viste e
me l'aspettavo sai o meglio, me lo sentivo. Io che in nessuna notte del
X agosto della mia vita mi sono mai fermata (nonostante avessi voluto
farlo) a guardare il cielo aspettando di vedere qualcuna di queste
stelle, ma quella notte (Xagostoduemilasette) sentivo che se solo
avessi avuto pazienza e voglia di affacciarmi e buttare un po' gli
occhi al cielo.. ne avrei incontrata qualcuna. E questa sensazione non
l'ho abbandonata, l'ho colta e l'ho desiderata. Ho visto così disegnare
sogni nel cielo. Ho visto le stelle parlare (ma non le ho sentite
perché erano troppo lontane e il fracasso della confusione che avevo in
testa ha soffocato la loro musica); le ho viste parlare tra loro. Ho
visto e osservato più attentamente le stelle e ho scoperto che vibrano
(le stelle vibrano! Vibrano di luce! Provate ad osservarne una
attentamente per più di qualche manciata di secondi e capirete di cosa
parlo!). Non ho trovato la luna e ho capito che quella notte era la
notte delle stelle e che Lei, La Luna, si è amabilmente fatta da parte
per lasciar loro spazio a questa importante sfilata che capita una
volta l'anno. Ne ho viste quattro. Due erano gemelle. Ed erano bellissime. Gemelle perché in quel breve attimo è successo che han percorso traiettorie perfettamente parallele. Sono nate insieme e sfilato in vesti luminosissime, una di fronte all'altra, scoparendo un attimo dopo poco più in là (smisuratamente più in là) e poco più giù (infinitamente più giù), insieme. Santo cielo, sono stante favolose. Le altre due Cadenti invece sole, una qua, una là, nel cielo già pieno di stelle. Che bello era il cielo quella sera. Pregno di magia (e di desideri da realizzare). E tu cosa avrai fatto? Sarai riuscit a catturare una stella cadente e ad esprimere il fatidico desiderio? Non lo so per certo, ma mi piace credere di si e mi piace pensare che quel desiderio fosse destinato a me. Ti bacio, come non ho mai fatto. Ti bacio attraverso il cielo e attraverso la magia che si costella ora in tutto il mondo, magari attraverso una stella sicché è la sua festa o attraverso la luna, meglio, che è nascosta questa sera, è nascosta e il mio bacio è così che vuol essere. Nascosto, sussurrato, rubato. Mi sono accorta di una cosa però. Che non ho espresso desideri. Non era serata e sai cosa, nemmeno mi andava più di starmene lì a fissare quel cielo così assurdo (così bello). Non mi andava di starlo a sentire, non mi andava di starlo ad ascoltare, di prestargli attenzione. Le mie stelle, quelle che ho visto cadere, le regalo a te. Inutile rimangano luccichii tristi di desideri inespressi. Le dono a te e tu, fanne quel che ti pare. [ le parole di questo scritto sono destinate ad un immaginario, niente di reale, pura fantasia. Forse la volontà di avere una persona vicina, tuttavia questa persona non c'è (benché mi ritrovo a contraddirmi è comunque la verità: la persona che accanto a me non c'è è una pura scelta) e, quindi, quanto scritto sopra non è dedicato/destinato a nessuno. Nessuno. August 08 e se la luna fosse.x: e se la luna fosse un puzzle perfetto di stelle? y: e se fosse una concentrazione di desideri? x: ... e se fosse invece un puzzle perfetto di desideri che sono a loro volta stelle, qualche volta cadenti, a loro volta luna? y: allora sarebbe stupendo. allora vorrei che la luna ogni notte, o di tanto in tanto, si disintegrasse disperdendo e disseminando le sue stelle, dimodoché, queste, si esauriscano nei desideri degli Uomini più meritevoli. pensieri..e se la Luna fosse un puzzle perfetto di stelle? August 07 Un pensiero per voi, Amiche.L’amicizia è un fiore sbocciato proprio nel tuo giardino, un giorno così, per caso, senza che te ne accorgessi. Avevi detto “per sempre”. L’avevi giurato anche se non si dovrebbe. Scritto nei biglietti d’auguri, inviato via sms, ribadito con abbracci e strette di mano. Per sempre la nostra amicizia, per sempre insieme, anche tra cent’anni. Perché gli amici veri sanno anche litigare e subito dopo volersi bene di nuovo. Questo pensavi. Poi succede qualcosa. Quella certezza assoluta che ti ha accompagnato fin lì. Quella sicurezza del cuore, quella tana dove andavi a rifugiarti, ridere e progettare, vacilla. Una specie di torrente che cresce, che non controlli più. E dici parole sbagliate, ferisci a fondo con una cattiveria precisa e profonda che non ti conoscevi. A volte è per rabbia, a volte è solo un momento per cui sarebbe bastato contare fino a dicei, altre ancora sei solo permalosa, ma se ci fosse modo d’aspettare, di mettere l’orologio avanti di cinque minuti te ne accorgeresti da sola, rideresti di te e via. A volte cerchi un nemico che non c’è e di colpo parti all’attacco, salvo accorgerti troppo tardi che il campo di battaglia era solo un prato di margherite e tu le hai calpestate tutte. Certo, ricrescono. Ma ci vogliono tempo e pazienza. E non sempre li hai o li vuoi avere. Evitare il danno. Che non vuol dire essere ipocriti, non significa sempre e solo compiacersi a vicenda. Quella non è amicizia, è finzione. Vuol dire essere sinceri ma con rispetto. Vuol dire sapere che nella vita non si va sempre d’accordo ma questo non significa non essere più amici. Quanti cadaveri invece sulla strada dell’orgoglio. Quanti involucri vuoti sullo scaffale dei musi lunghi. Quanto tempo perso a perdersi. E allora il legame s’incrina, la distanza aumenta e solo a volte riesci a recuperare, a trovare il coraggio di mettere da parte l’amor proprio. Mi viene in mente un passaggio di Vinicio Capossela. “Le persone che hai amato inizieranno a essere un’eco nella cornetta del telefono portatile. Non incontrerai mai veramente, perché avrai perso il desiderio, non ne avrai a sufficienza per costringerti a percorrere una strada, a dedicare il tempo. A decidere e basta. Non si riuscirà a darlo, quel tempo, a nessuno, nemmeno per percorrere un pezo di strada, saranno sempre e soltanto frammenti. Piccoli specchi su cui rimbalzare. L’amore, il contatto, il cammino, sarà solo amore rubato, vorace, rapacemente.” da un libro di Moccia. August 05 emozioni.... e comunque è uno spettacolo. Impiegare tutta quella forza, quella potenza delle gambe e delle braccia.. e fermarsi un attimo, aggrappata, accozzata alla parete e guardarsi dietro, osservare così che davanti a sé si ha l'infinito.. Non avevo mai visto tanta bellezza naturale in una volta sola. Le nuvole e il cielo più vicini a me e le vallate e qualche laghetto... e il tutto racchiuso in una favolosa cornice: il niente, oppure il tutto. Perché non c'erano limiti, non c'erano confini. Non vedevo strade, né vedevo uomini, né altro di simile. Solo la grandezza della natura. E la fatica fatta, la stanchezza.. e anche quella lieve e fibrillante paura... Alimentavano in me l'emozione della arrampicata; e tutte queste emozioni si ricompensavano della vista di tutto quello splendore. E ora so cosa provava mio padre, volteggiante sotto un'enorme ala, sotto la vela del parapendio. Quando l'altro giorno gli esprimevo le emozioni dell'arrampicata lui mi ha risposto questo: "Ora sai cosa provavo in volo, a volte quando cerchi una termica e dal nulla appare un falchetto che con uno stridio ti invita a seguirlo accompagnandoti dove la corrente ti porterà in alto"; mi sono venute le lacrime agli occhi quando mi ha scritto questo. Come dice bene mio padre, "Quando si fanno attività che ti portano ad essere a contatto con la natura devi essere cieco, sordo e senza olfatto contemporaneamente per non accorgerti della vita e delle belle cose che ci sono attorno a noi in quel momento". La forza della natura è ineguagliabile "La natura non va sfidata, bisogna conoscerla, capirla, capirne i segreti, altrimenti se la prendi di petto ti schiaccia" ed è verissimo, hai ragione papà. Chi spesso l'ha sottovalutata ne è rimasto sconfitto. La natura, proprio come dici tu, non va sottovalutata.. ma c'è chi commette questo enorme sbaglio. La natura non bisogna sfidarla, bisogna prenderla a braccetto facendosi accompagnare nelle sue miriadi di segreti e misteri che essa cela, arcani segreti silenti che non tutti hanno la sensibilità di comprendere e non tutti hanno la fortuna di potergli accedere, potendoli penetrare. Montagna e città sono una perfetta contraddizione radicale. In una sola giornata ho provato emozioni che non mi capitavano se non quando ero piccola, in quei tempi in cui seguivo mio papà in montagna nei suoi campionati di volo in parapendio, o nelle varie gare, o nei semplici allenamenti. Erano anni che non andavo più in montagna e non so dirmi quale sia il motivo. Comunque, cose impossibili da vedere e da fare, in città: ad esempio mi sono avvicinata ad una farfalla, posata sulla roccia di una fonte di acqua potabile. Era nera, con delle macchioline rosse (rosso-passione?). Avvicinavo piano la mano, ma senza speranza, convinta che da un momento all'altro sarebbe volata via, com'è d'abitudine sapere che fanno tutte le misere farfalle di città. Ero senza speranza come ho detto, ma quando questa anziché scappare via con un semplice battito d'ali è salita sulla mia mano... mi è sembrato un miracolo. Non posso farci nulla, a me queste cose emozionano. E.. è la Natura. Ecco cos'è. Sono la forza e la bellezza della natura che mi emozionano. E' sentire il vento sussurrare anziché soffiare. E' vedere le nuvole prendere forma come se stessero colloquiando tra di loro, come intente in un animato dialogo, oltre a pensare all'arrivo di un temporale. E' respirare l'altezza dal suolo e sentirsi più su che giù, più vicini al cielo che alla terra rispetto alla norma. E' il guardare dietro le proprie spalle e vedere uno spettacolo mozzafiato anziché vedere strade e caos. TabellaEcco qui la tabella comparativa dei gradi di difficoltà. Sono riportate le scale di misura più usate per assegnare i gradi di difficoltà delle vie: francese, internazionale (UIAA), americana (Yosemite Decimal System), inglese e australiana (Ewbank System). Nell'ultima colonna e' stato inserito il livello (indicativo) delle capacità dell'atleta per affrontare le relative difficoltà degli itinerari di arrampicata. Le difficoltà sono in ordine crescente e si intendono per risalite senza soste, ausilio di staffe, rinvii, moschettoni o altri mezzi artificiali.
Arrampicata SportivaBellissima l’Arrampicata Sportiva su roccia vera! È stato stupendo.
Sono partita dal 4° livello per poi passare direttamente al 6a, cosa che non mi sarei mai aspettata ma, come diceva lui, il “maestro”, salivo come una gazzella… era inutile quindi continuare a fare quella parete così semplice e tra l’altro artificiale! C’è grande differenza tra l’essere a contatto con dei materiali artificiali e essere invece a contatto con una roccia, fresca, naturale, con le lucertoline che magari sbucano fuori da alcune fessure e i ciuffi d’erba… e nella ricerca di una via tastare la liscezza delle levigature di quelli che tempo fa erano magari spigoli di roccia che servivano da appigli o da appoggi.. (dico sia appigli che appoggi perché gli appigli sono quelli che cercano le mani per issarsi, gli appoggi sono quelli che cercano i piedi... che potrebbe anche essere benissimo che quelli che prima erano appigli per le mani diventino qualche istante dopo appoggi per i piedi).
Il quarto livello come dicevo consisteva in una parete di roccia artificiale, con vari pannelli (quei appigli/appoggi di cui parlavo). Essendo in montagna la roccia c’era, era vera, non come nelle palestre in cui è l’intera parete ad essere artificiale. Ecco degli esempi di intera parete artificiale. A differenza di queste pareti artificiali per interni, quella di 4a che ho fatto in montagna era simie solo nel fatto che aveva quei panelli. Ma la parete era di roccia vera e i pannelli fissati nella roccia.
Spesso nelle palestre al chiuso ci sono piccoli boulder (come pareti bassissime) che servono sopratt per migliorare la tecnica e per aumentare la propria resistenza, sia degli avambracci, che delle braccia in generale e poi la forza nelle gambe e anche delle dita delle mani (che conta molto). August 01 Inferno - Dante.“PER ME SI VA NE LA CITTA’ DOLENTE, PER ME SI VA NE L’ETERNO DOLORE, PER ME SI VA TRA LA PERDUTA GENTE. GIUSTIZIA MOSSE IL MIO ALTO FATTORE: FECEMI LA DIVINA POTESTATE, LA SOMMA SAPIENZA E ‘L PRIMO AMORE. DINANZI A ME NON FUR COSE CREATE SE NON ETERNE, E IO ETERNA DURO. LASCIATE OGNI SPERANZA, VOI CH’ENTRATE.” (Inferno, Canto III, vv. 1-9) Con queste parole, che Dante vede scolpite sulla sommità di una porta, si apre il Canto III dell’Inferno, in cui il poeta si trova proprio sulla soglia del mondo delle anime dannate. Queste frasi, dal senso così tremendo e oscuro, sono scolpite sopra la porta dell’Inferno; la porta stessa sembra personificarsi e parlare con la sua bocca che nasconde solo tormenti e dannazione eterna, predice il destino di coloro che stanno per oltrepassarla: attraverso di essa si entra nella città del dolore (l’Inferno, appunto), nel tormento perenne (senza fine), fra le anime dannate. La porta è una creazione di Dio (il mio alto fattore), il quale la costruì per rendere giustizia ai buoni (punendo i malvagi), e come tutte le altre cose create è segno della sua potenza, della sua sapienza e del suo amore; è inoltre eterna. Ma la frase lapidaria che conclude l’epigrafe è forse quella che più si fissa negli occhi di chi legge proprio per la sua ineluttabilità ed eternità: lasciate ogni speranza, voi ch’entrate, chi oltrepassa la soglia dell’Inferno non ne uscirà mai più (fatta eccezione, ovviamente, per Dante!).Il poeta rimane certamente turbato nel leggere questa promessa di dannazione, ma le sagge parole e il sorriso di Virgilio lo rassicurano. [terze fonti.] I progressi del mondo."Il mondo non farà progressi più rapidi se di voi poeti farà dei tribuni, e di filosofi dei ministri. Esso progredirà dovunque un uomo farà quello per cui è destinato, quello che la sua indole gli richiede, e che quindi fa bene e volentieri." Herman Hesse. .. è come fare un lavoro per cui non si è portati assolutamente. Come dire, andare contro vento oppure contro corrente in un mare in tempesta. O cercare di uscire dal terribile vortice di una tromba d'aria. Mentre tutto è più favorevole qualora si faccia un lavoro per cui si è portati, o se si viaggia nella stessa direzione del vento, oppure se ci si lascia trasportare dalle onde del mare. Allora tutto e tutti sembreranno cospirare a tuo favore, e anche il mondo stesso sembrerà farlo (e sicuramente lo farà). |
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