fiOrdivaniLLa's profilelatte&mielePhotosBlogListsMore Tools Help

Blog


    July 30

    the end - omosex

    Non ho avuto tempo e modo di postare la tragica fine della Vade Retro (mai titolo fu più azzeccato) alias mostra omosex. Ma ora incollo in breve quel che ne sarà di Lei. Non mi soffermo con commenti personali perché penso di averlo già fatto fin troppo durante il suo sballottamento concettuale (solo col concettualmente per fortuna) da un posto all'altro. Città che la richiedevano e Milano che al contrario non la vuole. Uno schifo.


    July 28

    Piccole grandi riflessioni rivelatrici.

    Non bisogna assuefare le persone come si fa con i gattini – seppur, secondo la nostra logica di pensiero, a fin di bene - giacché questi quando li si sottraggono a quelle consuete abitudini non faranno altro che farsi prendere dal nervosismo; “miagolare” per chiedere e anzi peggio, pretendere! - e non avranno torto; nostra è la colpa
    Siamo noi a doverci riguardare dai nostri modi di fare. Siamo noi a doverci misurare e saperci contenere nel dare. Per ogni evenienza e per ogni conseguenza, se la nostra è stata una cosciente condotta, bisognerà assumersi le proprie responsabilità.


    Distinguiamo innanzitutto la colpa dalla responsabilità. Possiamo dire che il senso di responsabilità è un qualcosa di più maturo del senso di colpa. 
    Il senso di colpa può essere considerato in parte positivo e in parte negativo. Positivo perché sarebbe assurdo se dopo un’azione obiettivamente colpevole commessa, non ci sentissimo minimamente in colpa. Dall’altra parte negativo perché il senso di colpa è spesso la prevalente causa dei nostri sentimenti di tormento più morbosi. È molto difficile sentirsi in colpa in modo sano.
    Possiamo inoltre ipoteticamente sostenere che, se in un dato paese la maggioranza delle persone anziché limitarsi ai sensi di colpa si sentisse più responsabile delle azioni compiute, forse molte cose andrebbero meglio.

    Dopo questo inatteso pensiero alla luce di personali riflessioni circa me stessa, decido di fare qualche piccolar ricerca in proposito, per riempire quell'ancora piccolo vuoto persistente – anche dopo le più recenti scoperte, certi piccoli “vuoti” (chiamiamoli pure piccoli buchi o meno drasticamente "incavi") restano. Proprio per dare la consapevolezza al pensatore che c’è ancora qualcosa su cui soffermarsi e indugiare.
    Succede che mi imbatto in una paginetta particolarmente interessante: ad un testo dal titolo Colpa e Responsabilità individuale, scritto dal Professor Giovanni Jervis medico e psichiatra che insegna all'università Psicologia dinamica (che è quel ramo della psicologia che è più vicino, diciamo, alla psicoanalisi e si occupa dei problemi affettivi della vita di tutti i giorni), seguono alcuni quesiti posti al suddetto Professore da alcune studentesse, evidentemente frequentanti delle sue lezioni. Ma è una domanda in particolare che richiama la mia attenzione.
    (Qualche volta il capitare di certe situazioni, anche solo trovare la lettura più azzeccata in un certo momento, penso siano per merito del Destino, altre volte del Caso... altre volte ancora invece mi chiedo che differenza faccia saperlo, quando certe cose capitano così di regola, così azzeccate… che sapere il “perché capitano” davvero sembra non importare nulla)


    STUDENTESSA: Mi scusi, professore, ma come mai per un individuo è più facile sentirsi in colpa che prendersi le proprie responsabilità?
    Guardi, la risposta sarebbe complicata. Io posso dare due, due risposte. Una è questa: che quando noi ci sentiamo in colpa uno dei modi spontanei con cui noi cerchiamo di gestire, o di liberarci da questo senso di colpa, è quello di punirci. Cioè io mi sento in colpa perché ho fatto qualche cosa di male o perché mi sento in colpa, non so neanche bene che cosa ho fatto, perché molto spesso è così, e per risolvere questo senso di tensione io mi punisco. Mi punisco nel senso che mi bastono, cerco di fare in modo di soffrire e in questo modo cerco di evacuare il senso di colpa. Naturalmente questo non è che risolva le cose, perché il punirsi molto spesso non ha niente a che fare con quello che eventualmente abbiamo fatto prima. E l'altro problema è che spesso quando ci sentiamo in colpa noi deleghiamo ad altri il potere di assolverci, andiamo a cercare qualcuno che ci dica: "Non hai fatto niente di male", oppure: "Starai bene, sarai tranquillo quando avrai fatto certi atti espiativi". In qualche maniera quindi è un modo per non essere autonomi nelle proprie responsabilità, ma per dipendere. E questo non è sempre una cosa positiva. Invece il senso di responsabilità è qualcosa in cui uno assume in pieno una certa cosa e non è che deve necessariamente punirsi. Sa che ha fatto una certa cosa e che questo problema va gestito realisticamente.

    July 26

    Aggiornamenti. Vade Retro.

    Qui proprio si "va indietro", nel senso che non si accede proprio a un bel niente.

    **  [piccola digressione] **
    dal Nuovo Testamento "Vade retro Santana!" letteralmente significa "Vai indietro Satana". Ho fatto una piccola ricerca anche su questa locuzione latina e ho scoperto che oggigiorno generalmente viene utilizzata per allontanare una cosa o una persona che si desidera, ma che non può essere accattata. E' un'espressione di rifiuto tratta dal Vangelo di Matteo. Più precisamente:
    si tratta di un versetto biblico secondo la traduzione latina (la Vulgata): Pietro apostolo cerca di opporsi a Gesù quando questi annuncia che avrebbe dovuto essere ucciso, e Gesù subito risponde a Pietro apostrofandolo duramente con queste parole, in cui l'appellativo "Satana" si riferisce proprio a Pietro. Il testo latino dei versetti in questione è il seguente:
    "Ma Gesù, voltatosi, disse a Pietro: «Vattene via da me, Satana! Tu mi sei di scandalo. Tu non hai il senso delle cose di Dio, ma delle cose degli uomini».
    ** [fine  digressione] **

    17 luglio 2007
    <Al 2 agosto l'esposizione approda a Napoli (almeno, così si era detto)>

    Vittorio Sgarbi (Tam Tam)Napoli, Savona, Campobasso, Udine e anche la città del Santo, Padova. Tutti si candidano ad ospitare Vade retro, la mostra delle polemiche. Ma la richiesta che susciterà più polemiche arriva dalla vicina Arconate, comune di 5.000 abitanti tra il Ticino e l'Olona. Il sindaco Mario Mantovani si dice disposto a ospitare la mostra maledetta. Particolare: Mantovani è di FI. Non uno qualsiasi. Entra in FI nel '94. Per due volte viene eletto parlamentare europeo. E dal 2006 è coordinatore del Motore azzurro. «Arconate ama la libertà — dice il sindaco —, non avremmo nessun problema a ospitare una mostra del genere».

    Uno schiaffo per Milano e uno schiaffo per la giunta di centrodestra a Palazzo Marino. Che si aggiunge a quello lanciato a distanza da Michela Vittoria Brambilla che ha annunciato un sit in dei Circoli della Libertà davanti al Comune. Ma Arconate dovrà comunque aspettare. Napoli sta per chiudere il contratto. Vade retro, con le sue opere sconosciute ai milanesi, sbarcherà a Castel Sant'Elmo il 2 agosto e resterà aperta fino al 30 novembre. L'organizzatore Andrea Brunello ritiene che Palaz
    zo Marino non metterà ulteriori bastoni tra le ruote impedendo il trasloco di Vade retro: «D'altra parte tutte le spese (circa 150mila euro, ndr) sono a carico nostro. Il Comune ha messo la sede». E le parole di Mastella? Il vade retro della Curia napoletana (ieri è intervenuto anche il Cardinale Sepe: «Spero che prevalga il rispetto perché un'arte, per essere autentica, deve essere anche rispettosa degli altri»)? «Il soprintendente di Napoli — replica Sgarbi — mi ha detto che non accetterà nessuna limitazione. Neanche da Rutelli in persona».

    Ma le polemiche continuano. Pierfrancesco Majorino (Ulivo) ha chiesto in aula «perché Sgarbi resti al suo posto». «Sono più le volte in cui Sgarbi viene smentito dalla Moratti che quelle in cui riesce a realizzare le cose». Stessa richiesta arriva da un acerrimo nemico di Sgarbi, il critico Achille Bonito Oliva: «Ma perché non dà le dimissioni? Dovrebbe dimettersi e assumere l'incarico di assessore alla propaganda fide, così poi quando finisce il suo mandato forse lo prendono anche in Vaticano, visto che accetta tutte le censure senza dimettersi ». «Bonito Oliva è un poveretto ed ha un andamento logico primario — chiude Sgarbi —. Ho fatto 14 mostre su 15. E questo grazie al mio vero socio: la Moratti».


    Maurizio Giannattasio (Il Corriere).


    Prima di tutto: caro critico Bonito Oliva, ma perché non ti fanculizzi?
    Ok. Ora andiamo oltre.

    Qui non ci siamo proprio. Per Milano è una vera vergogna. Ho sottolineato le varie città e luoghi candidati per accogliere la mostra Vade Retro, giusto per aiutarvi a contarli! Anche tra i più miseri, sconosciuti (confronto a Milano), mentre noi siamo qui a lottare (o meglio, è Sgarbi che purtroppo quasi solo sta lottando) per avere un'originale, innovativa, straordinaria, eclatante mostra che qualcuno giudica una possibile offesa per i credenti, per la chiesa, per i 'sensibili' ecc. ecc. ecc. Ma scherziamo? Davo ragione a Sgarbi quando diceva che allora è meglio trasferirla a Napoli la mostra, nella sua interezza, integra, senza censure! Averla qui per vedere quattro opere messe in croce mi sembra veramente ridicolo e non solo ridicolo ma anche senza senso.
    Questo aggiornamento risale al 17 luglio. Passiamo ora alle novità, agli aggiornamenti più recenti e consistenti perché ce ne sono eccome se ce ne sono.. solo che ancora non si sa quali opere ci sarà consentito vedere... ma andiamo con ordine.

    ___________________________________________________________ __________ ____________________- ____________________________ ____________
    24 luglio 2007
    La contestata esposizione mai aperta a Palazzo della Ragione
    <Non ci sarà l'annunciato trasloco a Napoli: "Costerebbe troppo">

    La mostra omosex «Vade retro», annunciata ma poi mai aperta al pubblico, si terrà e resterà a Milano. Niente Napoli, quindi, o altre location, come sembrava dovesse succedere. «Costerebbe troppo spostarla», dice l'assessore alla cultura del capoluogo lombardo, Vittorio Sgarbi, nel corso di una conferenza stampa. Ancora non si sa però se potrà essere visitata nella sua interezza o meno. La questione sarà affrontata in serata tra lo stesso assessore e il sindaco Letizia Moratti. Due le opzioni che Sgarbi discuterà col primo cittadino. La prima prevede il trasferimento dell'esposizione, così com'è, dal Palazzo della Ragione, che la ospita in questi giorni, alla meno istituzionale sede del «Garage Travasi» di piazza San Babila. La seconda vede invece la sua permanenza nello storico palazzo cittadino senza però le cosiddette «opere sacre» di ispirazione religiosa che verrebbero esposte a parte a palazzo Reale.

    Anche se, in realtà, ogni ipotesi rimane aperta, il tandem di alternative concepito dall'assessore alla Cultura milanese potrebbe restituire la mostra d'arte omosessuale alla sua città originaria. L'eventualità di adibirla presso il «Garage Traversi» permetterebbe la quasi integralità delle opere, da cui sarebbe comunque esclusa quella che diede origine alle polemiche (Miss Kitty, rassomigliante a Benedetto XVI). L'altra chance per evitare di far emigrare la mostra si gioca sulla differenza tra censura e scissione. Spiega Sgarbi: «Se il problema è che alcune opere "sante", che rimandano a personaggi o situazioni proprie della tradizione cattolica, non hanno ragion d'essere all'interno di una mostra omosessuale, perché, di per loro, non fanno nulla per esserlo, allora tanto vale toglierle ed esporle separatamente. Non sono infatti tanto le singole opere ad essere contrarie al sentire cristiano,quanto la loro inclusione in quella particolare mostra».
    Si lasci dunque l'esposizione a Palazzo della Ragione e si spostino le opere sante a Palazzo Reale. Ma qui serve il consenso del primo cittadino e non è detto che arrivi. Qualora fosse, comunque, ci sarebbe da dirimere un'ulteriore questione, vale a dire il catalogo. Attualmente porta impresso il patrocinio del Comune di Milano e riferimenti ad altrettanti santi, stavolta laici e appartenenti alla più alta tradizione artistica italiana (da Bramante a Masaccio). Le due cose non sembrano compatibili secondo la linea del sindaco Moratti che l'assessore sintetizza nel motto «scherza con i fanti ma non toccare i santi». Quindi, conclude Vittorio Sgarbi, «o si toglie il patricinio, o si sfilano e riferimenti».

    Fonte: Corriere della Sera

    ___________________________________________________________ __________ ____________________- ____________________________ ____________
    e finalmente arriviamo ad oggi,
    26 luglio 2007
    L'assessore tenta di convincere il sindaco
    <Vade retro, giovedì vertice Moratti-Sgarbi>

    La decisione su dove e quando allestire, a Milano, la mostra "Vade retro - Arte e omosessualità" potrebbe arrivare (e qui il condizionale resta d'obbligo) giovedì pomeriggio, quando avrà luogo un nuovo incontro tra l'assessore alla Cultura del Comune di Milano, Vittorio Sgarbi, e il sindaco, Letizia Moratti. «Giovedì parlo ancora con la Moratti - ha detto il critico d'arte - e mi auguro di arrivare a una soluzione». La speranza di Sgarbi resta quella che l'esposizione tanto discussa apra subito i battenti a Palazzo della Ragione, lasciando quindi il patrocinio del Comune all'iniziativa e allestendo, da sole, a Palazzo Reale, le opere inizialmente censurate non perchè «provocatorie» ma «pure, sante e quindi estranee al contesto».
     
    LE DUE PERPLESSITA' - Sgarbi ha anche spiegato, però, che «ci sono due elementi che non mi convincono: il primo è che voglio che la Moratti si convinca che è meglio fare così piuttosto che allestire, come ha proposto lei, in primavera una grande mostra sull'omosessualità con più opere pittoriche e meno fotografie. Una soluzione che, per quanto bellissima, sarebbe troppo complessa da realizzare». La seconda perplessità di Sgarbi è che «se anche trovassimo questo punto di accordo, non so quanto convenga aprire una mostra il primo di agosto. E se anche la aprissi il primo settembre, in un mese, cosa starebbe a fare lì la mostra?»

    GARAGE TRAVERSI - Di certo tramonta il possibile allestimento al Garage Traversi, location indicata dall'assessore milanese come possibile alternativa a Palazzo della Ragione. Lo comunica la proprietà del Garage, la Aedes Risanamento, spiegando di trovarsi nell' «impossibilità di accogliere la proposta dell'assessore Sgarbi». Deluso dalla notizia, lo stesso Sgarbi conferma: «L'ipotesi del garage Traversi purtroppo non è praticabile».

    Fonte: Corriere della Sera


    e ora, si attendono notizie.

    July 24

    Vade Retro, "torna". Ma io direi un "mezzo ritorno".

    ""Vade retro” forse torna. Sarà presa oggi la decisione che potrebbe portare a Milano la mostra “Arte e Omosessualità”, sottotitolo “Vade retro”, che, seppur annunciata e patrocinata dal Comune, non ha mai aperto per il veto del sindaaco Letizia Moratti a causa di alcune opere considerate blasfeme. E’ probabile che l’esposizione debutti a Milano, epurata di alcuni pezzi, prima di essere trasferita a Napoli. L’assessore alla Cultura Vittorio Sgarbi non conferma né smentisce.
    C’è comunque un’unica certezza, al momento: sia che resti a Milano, sia che traslochi a Napoli, la mostra sarà orfana di “Miss Kitty” la scultura che somiglia a Papa Benedetto XVI"

    Tanto vale allora aprirla all'estero la mostra, che so io, a Londra, in Spagna.. non so. Così ci sarebbe la certezza che nessuna delle opere venga censurata. A mio parere una mostra deve aprire i battenti nella sua interezza, tanto varrebbe tenerla chiusa a questo punto (eticamente parlando). E' come privare uno dei figli alla madre; "tanto le rimangono gli altri". Si, ma non è di certo la stessa cosa. E va bene. Che così sia, inutile seminare ancora critiche su critiche, tanto non c'è niente da fare. "Suor Letizia" (e Sgarbi è già stato fin troppo bravo a soprannominare così il Sindaco Moratti, accompagnandolo di frequente al "compare" col nomignolo di "Fratel Clemente Mastella") ha fatto censurare l'opera Miss Kitty, la scultura di Schmidlin, raffigurante un vecchio seminudo che assomiglia terribilmente a Papa Benedetto XVI. Io l'Opera la riporto qui sotto, per mostrarla a chi non l'ha ancora vista e a tutti coloro che pur andando alla mostra Vade Retro mai potranno vederla.
    Ma che non si lamentino poi quando ci sentiamo "denunciare" di arretratezza, perché è questo che siamo, mentalmente arretrati, una vergogna. Censurare un'opera significa privarla della sua forma artistica, puntarle il dito contro e gridarle "tu non sei un'opera d'arte! Sei una vergogna e non puoi essere mostrata al pubblico!" . Perché se così fosse si andrebbe oltre, si andrebbe al di là della paura di poter offendere qualche religioso, qualche cristiano o la Chiesa stessa. Se in questi casi fosse l'Intelligenza a regnare, anziché il dominio o la ragione, se fosse lo spirito artistico e il sentimento e l'emotività e ancora il compiacimento, anziché la paura di crearsi un'immagine sbagliata della società, allora nessuna opera andrebbe censurata. Criticata sì, ma non bandita.  Nessuna idea andrebbe privata all'artista che vuole mostrare solo il suo stile di vita, il suo pensiero, la sua arte, la sua forma di espressione.

    July 23

    Quel giorno di festa...

    "Accendi la canzone che ti ho incollato sul desktop papà… e poi inizia a leggere.

    Keane. Somewhere only we know.





    [pausa.]


    Musica.







    Caro papà

    Che dire. È stato stupendo, una splendida festa a sorpresa, a tutti gli effetti. La sensazione di sorpresa era dipinta sul tuo volto e poi altri colori ancora di rallegravano in viso, perché non solo di sorpresa e meraviglia si trattava, ma di felicità, allegria, euforia e quant'altro . Ti ho osservato, mi sono persa nei tuoi occhi marroni colore della nocciola - meglio, color castagna, che è il frutto dalla quale proviene il nome del colore e che sembra proprio parli dei tuoi occhi - Mi sono persa nei tuoi occhi e nei tuoi sorrisi, mi ci sono smarrita come da tanto tempo non facevo, non avendone quasi mai l'occasione. Ho ammirato con gioia le sue sottili labbra inarcarsi verso l’alto, verso il paradiso, sfociando in un gioioso sorriso, un sorriso da bambino, il sorriso di chi in quel momento non potrebbe desiderare altro che restare così, felice. Ho colto quelle tue risa, quei tuoi sguardi sereni e quelle tue parole.. ho preso il tutto e l’ho riposto con estrema cura e riguardo nel mio cuore, laddove niente viene cancellato. Là dove al sicuro riposano tutti i ricordi e le memorie più grandi e più importanti della mia vita.

    Quella sera non la dimenticherò: era tanto che non ti vedevo sorridere così libero (com’è che era.. “Il mio canto libero”, come suona la canzone di Battisti.. Il mio canto libero… sei tuNota). È stato gratificante. Dico quindi io grazie a te, ti dico grazie col cuore.. perché sei tu che hai fatto un grandioso regalo a me. Uno splendido regalo. Davvero.

    Grazie per il tuo amore,

    Grazie per le carezze

    e Grazie per gioire ancora dei miei baci e dei miei abbracci.

    Grazie delle coccole, delle belle parole. Grazie con immenso amore.Buon non-compleanno papà. Vivi sempre qui dentro nel mio cuoricino,
    sempre qui e  immancabilmente pronto a scaldarmi l’anima e il cuore e ad avvolgermi tra candide e tenere ali quando ne ho bisogno. Ti adoro papà. Ti. Adoro.


    Infine, ti dico di nuovo grazie. di cosa?  Di esistere.


    "Noi tutti abbiamo un compleanno ogni anno...
    ed uno solo all'anno, ahimè, ce n'è...
    aaah, ma ci son 364 non-compleanni...
    e quindi preferiamo festeggiar!
    Uuuuuuun Buon Non-Compleanno a me? a te!
    Un Buon Non-Compleanno a te? a me!
    Brindiamo tutti insieme con un altro po' di the...
    e tanti tanti auguriii aaaa teeeeeeeeeee!
    Questa è la canzoncina che cantavano il Cappellaio Matto e il Leprotto Bisestile, sottolineando la voglia di festeggiare i non compleanni perché il proprio compleanno viene soltanto una volta l’anno. Quindi.. per il gusto di festeggiare.. si festeggia un buon non compleanno! Che così… è festa tutto l’anno! O quasi? Tutto l’anno meno uno, il giorno del tuo compleanno! E così, oggi, ti auguro un BUON NON-COMPLEANNO!


    T V o g l ib e n e . "

    July 20

    Ma Mère - violentemente stomachevole

    Sentivo lo stomaco sotto sopra per quello che avevo visto: un film. Mi ha scombussolato. Mai film come questo in vita mia mi avevano sconvolta a tal punto; ma davvero, eh. Sono stata in pensiero per parecchio tempo (tuttora ci sto pensando).
    Il film di cui parlo si chiama "Ma Mère" (da leggersi in francese), "Mia Madre", ispirato all'incompiuto romanzo di Georges Bataille, famoso scrittore francese, antropologo e filosofo . Il film è a dir poco sconcertante. Dopo averlo visto ho approfondito la morale di questo film e sono andata a ricercarne la trama per esser certa di non essermi lasciata sfuggire qualche particolare fondamentale, rilevante. Nei commenti al film ho letto le medesime parole che ho scritto io per descrivere i miei stati d'animo! Vomitevole, sconcertante, scioccante eccetera.
    Credo che questo film  sottolinei palesemente l'incestuosa voracità di Edipo.. non racconto la trama perché  non vorrei nuovamente sentirmi male al pensiero. Sono consapevole del fatto che certe situazioni è vero che esistono, è vero che succedono. Però uno si convince che certe cose sono impensabili.. che si vedono solo nei filmi. Ma quando vedi un film così reale allora non puoifare altro  che cercare di immedesimarti in uno dei personaggi, magari proprio nel protagonista principale, pensare che effettivamente da qualche parte accadono anche queste situazioni. Che queste situazioni esistono, accadono, sono pur vere per qualcuno, da qualche parte.

    Prima di partire, per andarsene lontano dal figlio, la madre dice al figlio Pierre: "siamo andati troppo oltre. E' inutile avere rimorsi, ma sei troppo giovane. Troppo vicino al tempo in cui pregavi. Non posso farci niente. In un mondo ideale ci legherebbe una pura amicizia. Ma non esiste il mondo ideale. Sono come tu mi hai vista Pierre. Vorrei che tu mantenessi questa immagine di me" - e qui l'immagine di cui lei parla è quella svelata al figlio della sua identità sessuale, perversa, egoista ed edonista, che si lascia andare a perversioni di ogni genere con una giovane amica che in realtà è una giovane prostituta -

    Lui è devoto a Dio, e c'è stato un tempo in cui pregava molto.
    Pierre venerava la madre e la considerava come una donna assoluta, intoccabile, infallibile, eterea, "materna", pura. Come se fosse la Madonna. La madre non accettava tutte queste venerazioni, per questo si svela e ad un certo punto gli dice gridando "Sono una puttana, una cagna! Nessuno mi rispetta, sono ripugnante, voglio che mi ami per questo, per la vergogna che ti ispiro". Con queste parole la madre dice a Pierre tutto il suo rifiuto nei confronti di una società che non l'ha mai accettata per quello che è.




    Per la cronaca: Bataille aveva la madre che era di natura psichica instabile; suo padre era invece cieco sin da quando Bataille è nato. Bataille ha ricevuto un'istruzione estremamente cattolica, molto molto rigida ... e da qui, mi permetto di affermare, si sa nascono i più ribelli che seguono le strade più diverse possibili a quelle impostegli da bambini. Bataille, fu uno dei maggiori "esploratori" dei sentirei dell'erotismo.


    TRAMA e ANALISI DEL FILM. fONTE: Wiki.
    Rimasta vedova, Hélène rivela al figlio adolescente Pierre la propria sessualità perversa, e con l’aiuto dell’amante Réa lo trascina verso il sadomaso e l’incesto.
    Il regista ha adattato e aggiornato il romanzo incompiuto di Bataille nella cornice delle Canarie: ne è uscito un film complesso, a volte disarticolato e a intermittenza, con vuoti spazio-temporali (ma è evidentemente una discontinuità voluta dal regista). Ciò che soggiace alle estreme esperienze sessuali è un motivo sociale e culturale, e ciò emerge dalle stesse parole della protagonista che durante il film afferma: "dobbiamo continuare insieme a rifiutare il mondo di quelli la cui pazienza attende che la morte l'illumini", e il sesso estremo è la via scelta per rigettare quel mondo. I temi si intrecciano, passando dal sacro al profano, dal sesso, dall'adulterio, dalla perversione a Dio, alla religiosità, vissuta e accettata solo in funzione di un'edonistica visione di se stessi abbandonati ad un dominatore, alla purezza del mondo del protagonista; sì perché in fin dei conti Pierre è molto puro, molto ingenuo, e si muove con passi incerti e goffi nel mondo estremo di sua madre. Ma Mère si snoda in bilico tra perversione e purezza, cominciando dal rapporto madre-figlio che sussiste fra i due protagonisti. Perché quella purezza che solitamente si immagina tra una donna e suo figlio (maschio) cela la compresenza di un legame sessuale, molto più forte ed ancestrale di quel legame sessuale che si instaura fra un uomo e una donna estranei. E il fulcro del film è proprio l'analisi di questo rapporto (che è stato motivo di interesse da sempre, a partire dalle tragicommedie di Sofocle, Eschilo... )

    July 15

    paginetta veloce

    la paginetta sotto a tre colonne sul caso-botero l'ho composta io e.. si lo so appare un po' ridicola ma l'ho fatta in davvero poco tempo, giusto per mettere in qualche modo immagini e testo assieme.  eddai non criticate sù =P

    Arte VS Graffiti. Commenti.

    Hanno rovinato una delle sculture esposte in p.zza La Scala. Ma dio mio ma si può essere più ignoranti e vandali!? Hanno imbrattato la scultura con delle W fatte con bombolette spray! Ma cribbio, ma perché sono così ignoranti da non comprendere un emerito cavolo dell'importanza che ha la cultura ma soprattutto quel che ci offrono come patrimonio artistico culturale!? Ma che cavolo!
    Ma se anche non capissero tutto ciò.. almeno il rispetto dico io!? Ma ancor di più mi ha deluso Sgarbi (che come critico d'arte stimo e ammiro molto) perché sai che ha detto!? Che bisogna lasciarla così perché anche quelle secondo lui sono opere d'arte.. no ma
    dico.. capite cosa ha detto!?? CHE QUELLE W SONO OPERE D'ARTE! Allora.. se dicesse che non hanno voglia di spendere soldi per la pulizia della scultura allora cercherei anche di comprendere... ma che si dica che quelle cavolo di W fatte da bombolette spray e nemmeno da qualche stiloso writer ma da un qualunque cretino con la testa fuori posto siano opere d'arte... MI FA
    CADERE LE COSIDDETTE PALLE CHE NON HO!

    Sembra che Sgarbi piuttosto si sia voluto parare il "fondoschiena" per il fatto che il danno procurato da quegli imbecilli sembra essere "difficilmente riparabile". L'artista colombiano si dice "dispiaciuto e amareggiato" dell'accaduto. Soprattutto trattandosi di una città come Milano, poichè - dice - "io amo l'Italia e dopo aver esposto in tutto il mondo quello che è successo è davvero molto triste".
    E così, povero,
    ci è rimasto male... e ha ragione! Ma vi pare.. uno fa delle opere d'arte e la fa girare in tutto il mondo.. poi le fa esporre in una città d'Italia, che lui tanto ama, e una delle sei sculture esposte per la cittadella gliela riducono con una doppia "V" all'altezza del pube (spiegandogli poi che quella doppia V indicherebbe esplicitamente "Viva il genitale femminile"!!) . E in più si vede schiacciare dalle parole dello stesso Assessore alla Cultura di Milano! Ma dai! Ma io sarei arrivata dalla Colombia in quattro e quattr'otto a farli tutti a pezzettini sti imbecilli! Assessore alla Cultura compreso!

    ...  penso che quindi Sgarbi giusto per nascondere questa vergogna ha sparato fuori una frase del genere, una ca*(bip)*ata proprio. Perché se vogliamo parlare di graffiti-arte allora parliamo di Graffiti, con la dovuta G maiuscola, un po' come se si dovesse parlare di Surrealismo, Espressionismo, PopArt e via dicendo. Non che siano "nomi propri" ma credo che la maiuscola se la meritino. Ma se parliamo (ed è questo il caso) di miseri graffiti alias imbrattature, è semplicemente ridicolo affermare che queste debbano essere lasciate, perché razionalmente..  rovinano l'OPERA!! NON ho parole. No no, proprio no. Ma poi... ma quale graffiti.. E' UNA W! UNA W sopra quel posto! E QUESTA, dio mio, E' ARTE!? MA CRIBBIO, PREFERISCO DEDICARMI ALLA COMPRENSIONE DI KLEE o dei singoli simboli e colori di Kandisnky ognuno dei quali richiama uno stato d'animo e un suono PIUTTOSTO CHE ACCETTARE CHE QUELLA SIA ARTE!

    A me tutto questo ha dato tremendamente fastidio. Anche perché non è il primo, Botero, a subire queste 'distruzioni' delle opere; c'è stato anche il tentato "sterminio" delle Mucche d'Artista della Cow Parade. Le hanno depapitate, "derise", colorate e chissà che altro!
    A me tutta questa mancanza di rispetto da tremendamente fastidio.
    E il povero Botero ha parlato di "un gesto di inciviltà".. minimo!, sottolineando che "quel gesto deve essere rimosso al più presto". E mi auguro proprio che Sgarbi cambi idea e giustifichi in qualche modo quelle idiozie che ha detto al riguardo.

    Dico no.. andate a rovinare le installazioni di Lodola no?! Questa "Lodolandia" (spero qualcuno di voi sappia di cosa parlo) non mi piace molto. Non l'ho vista di sera e penso che la sera appaiano tutte queste installazioni illuminate dai neon che ci sono al loro interno.. forme di uomini possenti e forzuti, muscolosi.. insomma, opere ispirate al neo-futurismo e che a me, personalmente, non fanno impazzire. Non dico che vadano rovinate quelle.. ma mi domando solo.. perché quelle non sono state toccate!? Troppo orrende perché una "doppia V" venga notata o presa così tanto in considerazione!?
    Forse l'obiettivo era quello di finire sugli articoli di prima pagina. vedere la propria "opera" (Sgarbi dixit) su tutti i giornali e attenzione attenzione.. uao, ci sono riusciti.

    Ho una proposta per voi writer-graffittari-da4soldi.. perché piuttosto non trovate qualche innovativo, bizzarro modo di rovinare voi stessi (per non dire di ammazzarvi addiritura)!? Caspita piombereste subito in prima pagina! Pensateci eh!



    Che odio.  Che. Odio.
    July 06

    P o s i t i v i t à: non come carattere ma così com'è, letteramente: insieme di cose positive della vita.


    La cosa più bella nella mia vita in questo momento?

    Riscoprire la profondità di una bella e vera amicizia, constatando così il significato di quel famoso dirsi "chi trova un amico trova un tesoro" ...
    E scoprire infine che non c'è niente di più vero. ...e niente di più bello.

    July 01

    Esopo - La volpe e il taglialegna

    Una volpe, inseguita dai cacciatori, vide un taglialegna e lo supplicò di nasconderla. Egli la invitò ad entrare nella sua capanna e ad appiattarvisi. Dopo non molto, giunsero i cacciatori e chiesero al taglialegna se avesse veduto passar di là una volpe. Quello dichiarò ad alta voce di non averla vista; ma intanto, con un cenno della mano, indicava loro il nascondiglio. I cacciatori non badarono ai suoi cenni, ma prestarono fede alle sue parole. Come li vide allontanarsi, la volpe uscì, e se ne andava senza dir parola, quando, con tono di rimprovero, il taglialegna le chiese se, dopo essere stata salvata da lui, non le testimoniava la sua riconoscenza nemmeno con una parola. E quella: <<Non avrei mancato di ringraziarti>>, disse <<se i gesti delle tue mani e il tuo comportamento fossero stati simili alle tue parole>>.

    Questa favola si potrebbe applicare a certi uomini, oserei dire molti Uomini i quali, a parole,
    si rivelano i più gentili, disponibili e nobili 'signori', manifestano i più generosi propositi; ma, all'atto pratico, si comportano male. Ossia: i fatti non sono coerenti con le parole o viceversa. La parola non sempre coincide con il pensiero, può capitare. Pecca che nella maggioranza è un dato di fatto, è uno stile di vita. Dire e non fare, fare e non pensare congruamente.
     
     

    L'incoerenza è per me una delle peggior cose, uno dei peggiori atteggiamenti umani. Anzi, dirò di più (e mi ritrovo qui giustappunto contraddittoria ma anzi no, non è contradditorietà, è accortezza, un'accortezza appena appena nata, appena sviluppata in questo stesso istante in cui scrivevo. Che tempismo eh? E' che il mio pensiero viaggia così, ora veloce e ora lento...) : dunque l'incoerenza non è una delle peggior cose, è più precisamente una delle peggiori sopportazioni, per me. Poiché riflettendo metto a punto che l'incoerenza è inevitabile, quindi fa parte dell'uomo.. e come atteggiamento facente parte dell'Uomo, dell'essere umano, trovo sciocco e auto condannevole (un'eterna sofferenza per sé) escludere tale comportamento e quindi biasimare o addirittura deplorare queste persone.
    La domanda è ora, Come concludere? Come farsene una ragione?
    Farsene una ragione è sbagliato perché implica un auto-convincimento delle cose e corollario di ciò è l'incomprensione della cosa stessa. Insomma l'autoconvincimento è una forma di atteggiamento logico che induce a impostare un ragionamento nella propria mente senza capirne le motivazioni e i fini. Occorre dunque concludere con un giudizio, ossia un'affermazione che, superando la semplice constatazione di un fatto, esprime un'opinione, una valutazione; non si ferma dunque alla semplice e sola presa in atto della cosa ma va oltre.

    Criticare è semplice, almeno più semplice di quantdo non sia il prendere atto di una cosa e soffermarcisi a pensare esprimendone un pensiero, un parare personale finale che, in conclusione, induca al giudizio.

    L'Autoconvincimento non ha in sé il perché, non porta dunque a raggiungere la serenità, al contrario il giudizio concorre al raggiungimento di questa poiché acclude in sé un ragionamento, una possibile spiegazione, la risuluzione di alcuni dubbi.


    foto prelevata dal sito: ucalcabari.splinder.com