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    March 30

    Aforismi

    Quel che amore tracciò in silenzio, accoglilo, che udir con gli occhi è finezza d'amore.

    William Shakespeare

    Aforismi

    Dagli occhi delle donne derivo la mia dottrina: essi brillano ancora del vero fuoco di Prometeo, sono i libri, le arti, le accademie, che mostrano, contengono e nutrono il mondo.

    William Shakespeare
    March 25

    dio mio che nervoso.
    Tempo tira lacrime, lo studio che stressa, il vociare dei parenti che proviene dal salotto che mi innervosisce perché mi danno una sensazione di tranquillità e relax totale, tipico della domenica (tipico non certo per me), tranquillità e relax, cose che già di per me conosco ben poco ma che ora riconosco ancor meno visto che sono chiusa in camera a cercar di studiare.
    In più c'è il pensiero - anche se non sono cazzi miei - di alcune persone di mia conoscenza (conoscenti e basta, dire 'amici' è troppo) che sono da anni a casa senza fare niente. NIENTE. N I E N T E. Non studiano, non vanno in università, non lavorano, escono se ne hanno voglia... ma cristo ma che razza di vita è!? Ma se io fossi un genitore col cavolo che gli farei fare questa vita! Mamma mia. Basta. Meglio che smetto. Torno, insieme al mio nervoso, a studiare.

    Il re degli Elfi

    Il re degli Elfi
    di Johann Wolfgang Goethe

    Chi cavalca così tardi nella notte e nel vento?
    E' il padre col suo bambino;
    egli stringe bene il ragazzo col braccio,
    egli lo regge forte, egli lo mantiene caldo.

    Figlio mio, perché nascondi così angosciosamente il tuo viso? -
    Non vedi, padre, il Re degli Elfi?
    Il Re degli Elfi con corona e pennacchio? -
    Figlio mio, è una striscia di nebbia. -

    "Tu caro bambino, vieni, vieni con me!
    Giocherò con te a bellissimi giochi;
    sulla spiaggia ci sono molti fiori variopinti,
    mia madre ha molti vestiti d'oro."

    Padre mio, padre mio, e non senti,
    cosa il Re degli Elfi mi promette sottovoce? -
    Sii tranquillo, resta tranquillo, piccolo mio;
    il vento bisbiglia tra le foglie secche. -

    "Grazioso fanciullo, vuoi venire con me?
    le mie figlie dovranno curarti bene;
    le mie figlie guideranno la danza notturna,
    ti culleranno, danzeranno, ti faranno addormentare col loro canto."

    Padre mio, padre mio, e non vedi là
    le figlie del Re degli Elfi in quel recesso tenebroso? -
    Figlio mio, figlio mio, io vedo bene,
    sono i vecchi salici a sembrare tanto grigi. -

    "Io ti adoro, la tua bella figura mi affascina;
    e se non sei accondiscendente, io avrò bisogno della forza."
    Padre mio, padre mio, adesso egli mi afferra!
    Il Re degli Elfi mi ha procurato un dolore! -

    Il padre inorridisce, egli cavalca veloce,
    egli stringe nelle braccia il suo bambino gemente,
    raggiunge l'abitazione a stento e con affanno;
    nelle sue braccia il bambino era morto.
    March 24

    e così ci si perde anche a piedi..

    bella serata, davvero. Piacevole .. e del resto è normale quando ci si trova in compagnia di belle persone, allegre, simpatiche, piacevolissime e.. che altro.. E tanto altro!

    Io parto da casa alle 19.00 per essere alle 20.15 al Teatro Sala Fontana.. Bene, mi munisco di gps, cartina stampata da internet da tuttocittà e si parte. Giusto perché non sapevo la strada e non mi andava di perdermi per le vie di Milano.. Già, perché mi succede spesso che perdendomi per Milano inizio a sclerare e così capita che passo coi semafori rossi, bestemmio in turco (non è vero, non bestemmio mai, però tutte le parolacce che dico valgono quanto una bestemmia! o forse anche due..), tiro giù i finestrini e smadonno (sempre per modo di dire) dietro a qualche pirla che continua a suonare ... == MA SE HO LE QUATTRO FRECCE, DEFICIENTE... SORPASSAMI NO!? NO! DEVI SUONARE IL CLACSON A PIU' NON POSSO! ESSI' COSI' E' FELICE. E perché non ti suoni qualcos'altro allora! == no non è questo che gli dico ai pirla che mi suonano.. ma più o meno.. anche perché andrebbe a finire che mi dovrei chiudere dentro alla macchina bloccando le portiere per non rischiare di prenderle. Ma è andata bene anche sta volta. Ho parcheggiato comodamente a metà tra un posto riservato agli invalidi e metà sulle strisce pedonali.. e non ho preso la multa. E anche questa è andata bene.
    Ok, durante il tragitto Arese-Milano ero presa a mandare messaggi, guardare la cartina, rispondere al cellulare, spiegare a Pukkina come arrivare al Teatro (io, che ancora ci dovevo arrivare e per la prima volta .. -_-"") ... RISULTATO? ...
    come ho detto a Bond Mic, una volta arrivata a destinazione, non mi sembrava nemmeno di averla fatta la strada. NON ME LA RICORDAVO NEANCHE TALMENTE POCO L'HO GUARDATA! E questo è male diamine, non posso fare così!
    Rimango in macchina al calduccio ancora per qualche istante, tempo di rispondere ancora a
    Pukkina che si era persa -_- ma dico, ma come ci si fa a perdere a piedi!?!? ahahahahahaha povera Puk!
    Intanto mi dirigo verso l'entrata del Teatro dove poco dopo mi raggiungono le altre due Bond Girl: Bond Mic, con il suo ragazzo (davvero molto simpatico, veramente Mic. E' la prima volta che il ragazzo di qualche mia amica, trovandosi tra altre persone che conosce appena, si dimostra nonostante tutto molto molto socievole e simpatico; ci tenevo dirtelo!:)), e Bond Raché.
    Rendo noto anche a loro del fatto che abbiamo la nostra amica Puk dispersa per Milano e che non si sa ancora bene dove sia... Prendo il cellulare e lo passo a Mic per farla chiamare.. Mic lo passa a Rachele e infine Rachele.. ci parla :D bene. Noi entriamo nell'atrio del teatro, lei rimane in strada (sottolineo IN STRADA perché a lei sembrava piacesse stare lì in mezzo a parlare, mica sul marciapiede! :D) .. dopo alcuni anni, decenni, millenni... Insomma, dopo qualche secolo, finalmente vediamo Puk arrivare da in fondo alla via, come un miraggio O_O
    Finalmente alle 20.50 ci ritroviamo riuniti ^_^ e così si entra (c'è stata ancora qualche altra complicazione ma sorvoliamo..)


    Detto questo... lo spettacolo è stato molto molto bello.
    Mi ha colpito tantissimo innanzitutto il personaggio con le ali che ora non ricordo e non ho ben presente il suo ruolo, anche perché non era molto molto importante nelle scene... ma mi ha colpito per il modo, per la bravura, per la delicatezza e il fascino... con cui si muoveva. Era sicuramente anche un bravo ballerino, questo è chiaro.. Aveva comunque delle ali legate al torace, come in quella nuova pubblicità in tv in cui c'è un ragazzo imita Icaro.. Costui però non era Icaro.
    Dava vita a delle movenze che richiamavano l'idea di favola, di sogno, di irreale.. quando anche stava fermo e la scena era dominata da altri personaggi, continuava a muovere le braccia come se fossero ali e come se le sentisse propriamente sue, facenti parte della sua anatomia, del suo corpo, come organi a sé propri.

    Il
    demone Puck (che non è Puk la mia amica ma è proprio il DemonePuk! e in teoria sarebbe dovuto essere un maschio ma.. credo abbiano invertito i ruoli.. e che il demone lo abbia fatto una femmina, e la fata un maschio..) è il servitore saltellante di Oberon, nel medioevo chiamato anche Robin Goodfellow (un nome che ha una sua storia, ma che non sto a raccontare). Puck è demone metamorfico di antiche leggende, che nel Sogno ha perso però ogni carattere satanico: non è affatto cattivo, anzi è tuttalpiù un... come dire... un incosciente burlone ecco ^^
    Nel
    l'opera anche Shakespeare ritrae Puck come la tradizione lo vuole però, ma solo inizialmente.. Ecco come una Fata si rivolge a lui, presentandocelo, nei primi versi del secondo atto..

    "Tu, se dalle maniere e dal sembiante
    io non m’inganno, sei quel discolaccio,
    quel folletto bugiardo e malizioso
    che tutti chiamano Robin Bravomo.
    Non sei tu quel bizzoso spiritello
    che al villaggio spaventa le ragazze,
    che fa cagliare il latte dentro i secchi,
    che armeggia tra le pale del mulino,
    e si rende molesto alle massaie
    vanificando la loro fatica
    a sbattere la crema nella zangola?
    Ed altre volte a far schiumar la birra,
    o a far smarrire il cammino ai viandanti
    di notte, e ridere del loro disagio?
    E t’adoperi, invece, premuroso,
    ad aiutare nel loro lavoro,
    ed a portar fortuna
    a quelli che ti chiaman vezzeggiandoti,
    "mio caro diavoletto" e "dolce Puck"?"

    Oberon invece, in Sogno di una notte di mezza estate, è il Re delle fate, che, sullo sfondo della celebrazione delle nozze tra Ippolita e Teseo, insieme al folletto Puck si diverte a suscitare, con i suoi incantesimi, intrighi e passioni in varie coppie di innamorati. Nella confusione dei sortilegi e degli innamoramenti è coinvolta anche Titania, la sposa di Oberon. Alla fine Oberon fa scogliere tutti gli incantesimi, le coppie che si erano separate inseguendo nuovi amori si ricompongono, Titania si riconcilia con Oberon e tutto torna alla normalità.

    Oberon e Puk sono stati i personaggi più presenti e quindi ci tenevo dire qualcosa di loro... per il resto... insomma, andatevi a vedere l'opera ;P



    Puck:
    Se noi ombre vi siamo dispiaciuti,
    immaginate come se veduti
    ci aveste in sogno, e come una visione
    di fantasia la nostra apparizione.
    Se vana e insulsa è stata la vicenda,
    gentile pubblico, faremo ammenda;
    con la vostra benevola clemenza,
    rimedieremo alla nostra insipienza.
    E, parola di Puck, spirito onesto,
    se per fortuna a noi càpiti questo,
    che possiamo sfuggir, indegnamente,
    alla lingua forcuta del serpente,
    ammenda vi farem senza ritardo,
    o tacciatemi pure da bugiardo.
    A tutti buonanotte dico intanto,
    finito è lo spettacolo e l’incanto.
    Signori, addio, batteteci le mani,
    e Robin v’assicura che domani
    migliorerà della sua parte il canto
    March 23

    Teatro Sala Fontana, a cura di "TeatrObliquo"

    La storia prende avvio dalla preparazione di uno spettacolo teatrale per celebrare le nozze di Teseo, Duca d’Atene, e Ippolita, Regina delle Amazzoni, da lui sconfitta e suo bottino di guerra. Mentre gli artigiani-attori allestiscono lo spettacolo, Titania e Oberon, la Regina e il Re delle Fate, protettori dei talami nuziali, sono in lite fra loro e assistono nel bosco, tra un dispetto e l’altro, all’incontro tra amanti incompresi, amanti in fuga, amanti non corrisposti. Nell’avvicendarsi di equivoci e malintesi, tra un Re e una Regina litigiosi, Folletti dispettosi e creature magiche, il pubblico è trascinato in una commedia divertente, ma anche pervasa della poesia e della delicatezza tipiche dei testi shakespeariani e di atmosfere misteriose e talvolta inquietanti che lo conducono, da un lato, in un vero viaggio nel fantastico e, dall’altro, in un’incursione nelle ambigue immagini della mente umana.

    "Sogno di una notte di mezza estate” rappresenta un vero studio sull’amore e dipinge le contraddizioni di un’umanità che si rincorre e che si strugge per amore, senza motivazioni apparenti e per casualità, incapace di controllare il proprio destino, anzi vittima di cambiamenti inspiegabili. Le Fate si burlano degli uomini e l’unica verità sembra trapelare dal teatro nel teatro. Sullo sfondo, una natura dalle stagioni sconvolte e le dinamiche impazzite degli innamorati, che si scambiano ruoli e amanti.

    Tre i piani sui quali si sviluppano le vicende, tre i mondi che si avvicendano. Il mondo delle Fate, retto da Oberon e Titania, proiezioni oniriche del Duca d’Atene e della sua futura sposa, è governato dalla natura ma anche da passioni e pensieri decisamente umani, come la sensualità e la debolezza. Il mondo degli uomini è invece retto dalla razionalità e dalla legge. Infine il mondo degli artigiani-attori è quello dell’arte, che unisce e accomuna gli altri due, facendosi depositario di un legame indistruttibile tra la vita reale e quella ideale.

    Uno spettacolo sul contrasto tra logica e istinto, tra il bello e il bestiale, che vivono necessariamente in ogni essere umano. Il ruolo del teatro, come quello degli artigiani-attori, è, seguendo l’insegnamento di Shakespeare, quello di evocare ed elevare i segreti e i sentimenti del cuore umano.

    "Se noi ombre vi abbiamo irritato non prendetela a male, ma pensate di aver dormito, e che questa sia una visione della fantasia… noi altro non v’offrimmo che un sogno".
    March 21

    Avevo premura ad accostare stasera, nel tornare a casa con la mia macchina; per la luna.
    E' che lei.. lei era lì, così, immanente, indifferente, tremendamente bella. Era circondata da una stella soltanto (la più nobile presumo). Il cielo era così limpido e così meramente etereo.. che lasciava trasparire l'altra metà luna, l'altra metà della sua circonferenza. Una linea sottile, sottile, che nessuno avrebbe notato e in quanto a me.. è che mi sono soffermata a lungo a contemplarla ed era inevitabile per me seguirla anche oltre.

    Era stupenda, una similitudine ( forse un omaggio? ) alla bandiera algerina, ovvero una luna calante intenta ad abbracciare una stella, la sua stella. Sì. Così.
    Però la 'mia' luna non era rossa come nella bandiera.. e nemmeno la stella lo era.

    pensiero.

    Lasciarsi sopraffare da un problema è l'inizio di un fallimento. L'unica questione a cui non si può porre rimedio e davanti alla quale si è realmente impotenti, è la morte di qualcuno, questa è l'unica circostanza.
    I problemi hanno spesso in sé la soluzione della loro risoluzione.. e ciò in cui spesso e volentieri la gente sbaglia, è di preoccuparsi di questi problemi, giacché non bisogna preoccuparsene bensì occuparsene, che è l'unica soluzione ai possibili enigmi e dilemmi della vita.
    La Preoccupazione dev'essere soltanto un punto di inizio e di veloce passaggio, un campanello d'allarme, poiché soffermarcisi a lungo varrebbe come restar sullo stesso punto, fermi immobili a contemplare senza mai agire, creando una sì gran confusione ma senza mai capire.

    Occuparsi di un problema è l'inizio della propria 'guarigione'.


    grazie Mic per l'incoraggiamento.. se non l'avessi fatto tu nel tuo blog non avrei dato molta importanza a questo mio pensiero.
    grazie :**

    March 17

    Sogno di una notte di mezza estate

     “Se noi ombre vi abbiamo irritato non prendetela a male, ma pensate di aver dormito, e che questa sia una visione della fantasia…noi altro non v’offrimmo che un sogno”
     
    Mic, Rache e Manu.. presto si andrà a teatro a vedere questa favolosa commedia e.. Non vedo l'ora.. :***
     
    e non dimentichiamoci di Kandinsky! : )))
     
    March 06

    ripartendo da..

    siccome temo che alcuni discorsi interessanti continuati all'interno dei 'commenti', vengano tralasciati persino dalle persone stesse che tornano là a scrivere a proposito di qualche argomento... posto qui di seguito un proseguimento al commento fatto da Andrea sui sogni ecc., del 07 febbraio :

    ◄◄The One►►
    Per tornare al discorso di prima concordo con il tuo modo di vedere il mondo e di vivere la vita. Solo limitando il nostro orizzonte alla minuscola (in proporzione alla vastità dell Mondo) realtà di tutti i giorni possiamo trovare in essa fonti di gioia. Un sorriso di un bambino, un fiore, un bel paesaggio o un bacio sono cose insignificanti per l'umanità ma importanti per il singolo uomo, che riesce trarre da queste cose la felicità. Tra i fondamenti del buddhismo vi è anche questo: la sofferenza è un dato di fatto, fa parte della vita dell'uomo ed è inevitabile come lo sono il cambiamento e la morte. L'unico modo per rendersi "invulnerabili" alla sofferenza è di restringere il proprio mondo a noi stessi.
    A mio parere c'è un altro modo per raggiungere la felicità: sognare. I sogni ci danno la forza di andare avanti nonostante le difficoltà e le ingiustizie, e la speranza di riuscire un giorno a cambiare le cose ci permette di cogliere ogni piccolo miglioramento come un grande risultato. Insomma, o ci si chiude totalmente in se stessi o si entra del tutto in simbiosi con il mondo.
     
    Che ardua scelta... :(
    07 febbraio 16.36.37
     
    intanto, grazie Andre per il commento, denota che anche tu - tra i pochissimi altri - possiedi una certa sensibilità. Quindi grazie soprattutto per 'condividere'.

    Ora copio/incollo il successivo post (effettuato soltanto ieri), scritto da Manuela (non io, ovviamente -_- ok che sono un po' pazza, ma non sono ancora del tutto esaurita suvvia).

    MANU
    ma sognare immaginare, non è un po' crearsi una realtà che effettivamente di per sè non è la realtà di tutti gli altri.Ritagliarsi un mondo onirico in cui tutto puo' succedere evitando di affrontare una realtà che a volte è dura ma che ti fa crescere e non ti lascia in un limbo argentato come potrebbe essere magari il sognare? non siamo noi con la nostra azione a creare ogni tipo di realtà, a illuderci e a svegliarci da questo dormiveglia abbattutti per poi risprofondare nella meraviglia e nel sogno?
    e in questo sogno non troviamo noi i nostri impulsi originari, i nostri pensieri e quello che più strettamente c'è di intimo?che differenza c'è tra sognare e la realtà?nel sognare non c'è la routine, il tempo, la fatica... il sogno è molto più scintillante invogliante...
    nella realtà si conosce ,con sofferenza e fatica ,che poi viene ripagata dalla gioia dalla felicità...siamo esseri desideranti  e in quanto tali felici perchè bramiamo
    come potremmo in un mondo illusorio positivo e immaginifico essere REALMENTE felici?
    ciao manu ci vediamo domani! smuack!
    05 marzo 23.07.15
     
     
    e in risposta a quanto scritto qui... ecco il mio ultimo post.
     
     
    fiordivanilla
    Immaginare e sognare sono cose ben differenti.. tanto per cominciare affiniamo i termini: fantasticare è dato dall'attività immaginativa. Per quanto si possa talvolta essere poveri di immaginazione... ci si trova ugualmente - in qualche modo e ambito - a fantasticare.
    Detto questo, il sognare non è immaginare puro e semplice e non è nemmeno soltanto fantasticheria.
    Sai, è stato tenuto persino uno corso a Milano nel 1979-80 intitolato proprio "L’immaginazione".
    Beh, comunque..  la fantasticheria sorge "spontaneamente", pensaci. Non ti sembra? ma questa spontaneità non ha a che vedere con quel io che effettua decisioni... ma piuttosto è un io passivo, dato che la fantasticheria, non appena è sorge in noi, può sia essere assecondata, così come può invece essere respinta subito. Sai cosa... precisamente si dice che la fantasticheria è un nell’allentamento dell’attenzione alla realtà.. e infatti è  e s a t t a m  e n t e così! Dunque, nota questo esempio:
    in generale non ci perderemmo in fantasticherie se fossimo intenti in un lavoro delicato.. o pericoloso.. oppure che dobbiamo portare a termine con meticoloso impegno.. mentre, se fossimo in una situazione del tipo che stiamo camminando lungo un sentiero ben noto, che consociamo insomma.. può accadere che ci perdiamo in fantasticherie. Quesot perché in quest'ultimo caso non abbiamo bisogno di concentrazione per percorrere quel sentiero, non abbiamo bisogno diprestargli particoalri attenzioni. Il sentiero non ha bisongo di essere percorso attentamente con lo sguardo, i piedi sono sufficienti al cammino. In questo allentamento degli interessi nei confronti di ciò che ci sta intorno.. sono presenti le condizioni favorevoli per il prodursi di fantasticherie.
    In Freud il sogno viene inteso in certo senso come una fantasticheria estrema, molto complicata, una fantasticheria che ha tratti suoi peculiari, ma che tuttavia deve comunque avere tratti comuni con quello che Freud chiama sogno ad occhi aperti...
    Ora però la smetto altrimenti finisce che annoio pure.
     
    per finire però volevo riprendere una tua (forse retorica?) domanda: "come potremmo in un mondo illusorio positivo e immaginifico essere REALMENTE felici?" ti rispondo semplicemente che, in effetti, noi Non siamo felici. Questo è quanto. E chi è convinto d'esserlo.. forse è solo perché non ha occhi per osservare, ma solo per vedere.
     
    ciao Pukkina, a domani! un kissOne :) :***
    06 marzo 21.55.13
    March 04

    prufumo di ricordo.

    Un profumo è il più prestigioso ricordo incosciente che abbiamo, di qualcuno o di qualcosa.
    Un profumo fa si che alcuni ricordi creduti sepolti, riaffiorino alla propria memoria rendendoli così chiari da sembrare quasi percettibili.
    un profumo, è un qualcosa di incredibile: è astratto ma sebbene questo sia, ha tuttavia un potere tale da poter fare male, tanto da sentirsi stringere il cuore.

    Citazioni.

    “Secondo Freud, noi abbiamo originariamente due oggetti sessuali: noi stessi e la persona che si prende cura di noi. Pensando a questo, Freud ipotizzò che un narcisismo primario sia presente in ogni essere umano.”

    Il Narcisimo