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    February 23

    Enya - Caribbean Blue

        

    Quanto è bello . Poesia nella musica, nelle immagini e perfino nello stupore disegnato sul viso del bambino.
    M e r a v i g l i o s o. La favola di un gigantesco libro, un sogno che diventa realtà, il fanciullo volta le pagine...

    Un bimbo si appresta a leggere un grande libro. Sulla prima pagina c'è l'immagine di Enya, vestita di blu, naturalmente... Il bimbo sale una scala e si ritrova dentro alle pagine del libro, in un mondo magico. Qui incontra tra i più svariati personaggi...  un cacciatore di farfalle, delle fanciulle, Enya che lo guida attraverso questo strano luogo, dove è possibile anche trovare un palazzo tutto di cioccolato (sarà un caso ma il bambino assomiglia proprio all'attore che interpreta Charlie ne La fabbrica di cioccolato). Colori a "effetto pastello" che mi ricordano vagamente la scena di Mery Poppins quando entra nel quadro lei assieme allo spazzacamino e ai bambini..
    E poi le immagini in cui si vede Enya sul bordo di una piscina e del cacciatore di farfalle seduto sulla Luna...(ispirate a dei lavori dell'illustratore Maxfield Parrish)...  semplicemente incantevoli.



    February 21

    Ottimi così.

    Sono ottimi appena "sfornati", come un cibo buono caldo, un sashimi fresco di giornata, una zuppa d'orzo bollente o tiepida appena tolta dal fuoco o come le porzioni di riso -altrimenti troppo caldo- rubate agli estremi del piatto dopo averlo schiacciato con una forchetta. Deliziosi come una fetta di crostata appena sfornata, sfiziosi come una pizza dalla mozzarella ancora filante, dolci coccole come l'aroma di caffè appena fatto che ti avvolge come in un abbraccio. Parlo degli attimi, quegli attimi che se hanno destino di esser raccontati, allora è cosa da fare in fretta, vanno scritti o detti subito insomma, o il giorno seguente al massimo, quando la notte allora non sarà altro che il metabolizzatore, ristoratrice dei pensieri. E allora sì, alla mattina tutto parrà più chiaro; pensieri meno confusi, più felici... e non per forza belli, ma nitidi e lindi. In questo senso felici.

    February 17

    Museo del Precinema, Padova

    Stereoscopia, fotografia, cinema…  Origini comuni di queste arti, pionieri di forme di spettacolo e intrattenimento per immagini...
    Ava di tutto questo è indubbiamente la "Lanterna Magica".

    Tra 1700 e il 1800 in Europa girovagavano i cosiddetti "lanternisti": artisti ambulanti che portavano di paese in paese lo spettacolo della Lanterna Magica. Che cos’è questa lanterna magica?  La si può considerare un vero e proprio "proiettore", dotata di fonte luminosa a olio o a gas e lenti per ingrandire e mettere a fuoco, proiettava quelle che potremmo definire le antenate delle diapositive. Compito dei lanternisti era quello di intrattenere il pubblico pagante narrando delle vere e proprie storie attraverso una rassegna di immagini, prima disegnate su lastre di vetro, poi, con l'avvento della fotografia, autentiche immagini reali in bianco e nero, talvolta colorate a mano.

    A tutto questo mondo e tantissimo altro del genere, andato perduto, è dedicata la straordinaria mostra al Museo del Precinema di Padova. Si possono vedere non solo “lanterne magiche”, ma anche "Mondio Novio" (un meraviglioso marchingegno attraverso il quale si potevano osservare disegni con particolari effetti luminosi. Serviva ad osservare immagini stereoscopiche) e altre prodigiose invenzioni per visualizzare immagini animate o non, attraverso diorami (grandi tele con scene dipinte che sembrano reali grazie a giochi di luce) atti a creare senso di profondità, disegni su carte "bucate" o su lastre di vetro, al fine di rendere particolari effetti di luce. e naturalmente una parte della mostra non poteva non essere dedicata alla stereoscopia.

    Poi a quanto so si ha la possibilità di “giocare” con tutti questi bellissimi oggetti, compresi stereoscopi ottocenteschi, praxinoscopi e zootropi e tantissime altre meraviglie ottiche démodè.

    Voglio andare a visitare questo museooo!

    February 16

    Cinema delle origini, il movimento

    "Ci trovammo davanti a un piccolo schermo... dopo alcuni istanti apparve la proiezione immobile di una veduta di piazza Bellecour a Lyon. Un po' sorpreso ebbi il tempo di dire al mio vicino:  non ci avranno mica fatto scomodare per vedere delle proiezioni. Io ne faccio già da dieci anni. Avevo appena finito di parlare, quando un cavallo che tirava la carrozza si mosse verso di noi, subito seguito da altre vetture e da dei passanti, insomma, tutta l'animazione di una strada. Di fronte a un simile spettacolo rimanemmo tutti a bocca aperta, sbalorditi."
    February 10

    Perché le donne stanno così tanto nei bagni pubblici?

    Qualche giorno fa mi è arrivata una di quelle solite e.mail-catena, destinate quasi sempre ad essere cestinate da parte mia e non per snobismo ma perché per mancanza di tempo od altro non riesco mai a leggerle e perché in fondo .. non mi interessano neanche  ^_^
    Il titolo di questa recente catena però ha attirato particolarmente la mia attenzione e i propositi perché io riuscissi a leggerla erano buoni e favorevoli: giovedì mattina, nessuna fretta, il tempo non mi mancava però di certo non volevo sprecarlo per leggere quella roba.. ma almeno ero di buonumore e ho pensato "domani è sabato.. la leggerò domattina con calma". Bene, prima prova superata, non è stata cestinata.
    Detto fatto: sabato mattina scarico la posta, vedo il messaggino-catena ancora lì, dentro una busta che lo segnala come aperto, come "gia letto"... ma il povero messaggio invece non era stato degnato ancora di uno sguardo. E va bene... apriamo questo messaggio.
    Dall'inizio alla fine della lettura non ho smesso un attimo di ridere. Sfido qualunque donna - o gay - a non dire a fine lettura "E' ESATTAMENTE COSI'!!" mentre, naturalmente, sta ancora ridendo! Almeno questo è l'effetto che ha fatto a me, effetto provocato dalla iper-veridicità del testo, delle parole.. penso che mai potesse essere scritto meglio!!!
    Ebbene... buona lettura!

      *Perché le donne stanno così tanto nei bagni pubblici?*

    Il grande segreto di tutte le donne rispetto ai bagni è che da bambina tua mamma ti portava in bagno, puliva la tavolozza, ne ricopriva il perimetro con la carta igienica e poi ti spiegava: 'MAI, MAI appoggiarsi sul gabinetto' e poi ti mostrava 'la posizione' che consiste nel bilanciarsi sulla tazza facendo come per sedersi ma senza che il corpo venga a contatto con la tavolozza.
    'La posizione' è una delle prime lezioni di vita di una bambina, importantissima e necessaria, deve accompagnarci per il resto della vita. Ma ancora oggi, da adulte, 'la posizione' è terribilmente difficile da mantenere quando hai la vescica che sta per esplodere.
    Quando 'devi andare' in un bagno pubblico, ti ritrovi con una coda di donne che ti fa pensare che dentro ci sia Brad Pitt. Allora ti metti buona ad aspettare, sorridendo amabilmente alle altre che aspettano anche loro con le gambe e le braccia incrociate. È la posizione ufficiale di 'me la sto facendo addosso'.
    Finalmente tocca a te, ma arriva sempre la mamma con 'la bambina piccola che non può più trattenersi' e ne approfittano per passare avanti tutte e due!
    A quel punto controlli sotto le porte per vedere se ci sono gambe. Sono tutti occupati. Finalmente se ne apre uno e ti butti addosso alla persona che esce. Entri e ti accorgi che non c'è la chiave (non c'è mai); non importa...
    Appendi la borsa a un gancio sulla porta, e se non c'è (non c'è mai), ispezioni la zona, il pavimento è pieno di liquidi non ben definiti e non osi poggiarla lì, per cui te la appendi al collo ed è pesantissima, piena com'è di cose che ci hai messo dentro, la maggior parte delle quali non usi ma le tieni perché non si sa mai. Tornando alla porta... dato che non c'è la chiave, devi tenerla con una mano, mentre con l'altra ti abbassi i pantaloni e assumi 'la posizione'... AAhhhhhh... finalmente...
    A questo punto cominciano a tremarti le gambe... perché sei sospesa in aria, con le ginocchia piegate, i pantaloni abbassati che ti bloccano la circolazione, il braccio teso che fa forza contro la porta e una borsa di 5 chili appesa al collo. Vorresti sederti, ma non hai avuto il tempo di pulire la tazza né di coprirla con la carta, dentro di te pensi che non succederebbe nulla ma la voce di tua madre ti risuona in testa 'non sederti mai su un gabinetto pubblico!', così rimani nella 'posizione', ma per un errore di calcolo un piccolo zampillo ti schizza sulle calze!!! Sei fortunata se non ti bagni le scarpe.
    Mantenere 'la posizione' richiede grande concentrazione. Per allontanare dalla mente questa disgrazia, cerchi il rotolo di carta igienica maaa, cavolo...! non ce n'è...! (mai). Allora preghi il cielo che tra quei 5 chili di cianfrusaglie che hai in borsa ci sia un misero kleenex, ma per cercarlo devi lasciare andare la porta, ci pensi su un attimo, ma non hai scelta. E non appena lasci la porta, qualcuno la spinge e devi frenarla con un movimento brusco, altrimenti tutti ti vedranno semiseduta in aria con i pantaloni abbassati. NO!! Allora urli 'O-CCU-PA-TOOO!!!', continuando a spingere la porta con la mano libera, e a quel punto dai per scontato che tutte quelle che aspettano fuori abbiano sentito e adesso puoi lasciare la porta senza paura, nessuno oserà aprirla di nuovo (in questo noi donne ci rispettiamo molto) e ti rimetti a cercare il keenex, vorresti usarne un paio ma sai quanto possono tornare utili in > casi come questi e ti accontenti di uno,
    non si sa mai. In questo preciso momento si spegne la luce automatica, ma in un cubicolo così minuscolo non sarà tanto difficile trovare l'interruttore! Riaccendi la luce con la mano del kleenex, perché l'altra sostiene i pantaloni, conti i secondi che ti restano per uscire di lì, sudando perché hai su il cappotto che non avevi dove appendere e perché in questi posti fa sempre un caldo terribile.
    Senza contare il bernoccolo causato dal colpo di porta, il dolore al collo per la borsa, il sudore che ti scorre sulla fronte, lo schizzo sulle calze... il ricordo di tua mamma che sarebbe vergognatissima se ti vedesse così; perché il suo culo non ha mai toccato la tavolozza di un bagno pubblico, perché davvero 'non sai quante malattie potresti prenderti qui'.
    Ma la débâcle non è finita... sei esausta, quando ti metti in piedi non senti più le gambe, ti rivesti velocemente e soprattutto tiri lo sciacquone!
    Se non funziona preferiresti non uscire più da quel bagno, che vergogna!
    Finalmente vai al lavandino. È tutto pieno di acqua e non puoi appoggiare la borsa, te la appendi alla spalla, non capisci come funziona il rubinetto con i sensori automatici e tocchi tutto finché riesci finalmente a lavarti le mani in una posizione da gobbo di Notredame per non far cadere la borsa nel lavandino; l'asciugamani è così scarso che finisci per asciugarti le mani nei pantaloni, perché non vuoi sprecare un altro kleenex per questo! Esci passando accanto a tutte le altre donne che ancora aspettano con le gambe incrociate e in quei momenti non riesci a sorridere spontaneamente, cosciente del fatto che hai passato un'eternità là dentro. Sei fortunata se non esci con un pezzo di carta igienica attaccato alla scarpa o peggio ancora con la cerniera abbassata!
    Esci e vedi il tuo ragazzo che è già uscito dal bagno da un pezzo e gli è rimasto perfino il tempo di leggere Guerra e Pace mentre ti aspettava. 'Perché ci hai messo tanto?' ti chiede irritato. 'C'era molta coda' ti limiti a rispondere.
    E questo è il motivo per cui noi donne andiamo in bagno in gruppo, per solidarietà, perché una ti tiene la borsa e il cappotto, l'altra ti tiene la porta e l'altra ti passa il kleenex da sotto la porta; così è molto più semplice e veloce perché tu devi concentrarti solo nel mantenere 'la posizione'. E la dignità.

      *Questo è dedicato alle donne di tutto il mondo che hanno usato un bagno pubblico e a voi uomini, perché capiate come mai ci stiamo tanto.

    una piccola nota personale: c'è un pezzo che dice "
    E non appena lasci la porta, qualcuno la spinge e devi frenarla con un movimento brusco [...] continuando a spingere la porta [...]"
    P
    eccato che per esperienza posso affermare che la maggior parte delle porte aprano verso l'esterno e non verso l'interno e tirare la porta a sé in tempo, prima che tutti ti vedano "semiseduta in aria con i pantaloni abbassati", diventa un problema assai più difficile da evitare di quanto non lo sarebbe invece se si dovesse spingere la porta verso l'esterno e magari in faccia alla persona che stava per entrare!
    February 03

    Le città invisibili

    Le tue città non esistono. Forse non sono mai esistite.
    Per certo non esisteranno più. Perché ti trastulli con
    favole consolanti? So bene che il mio impero marcisce
    come un cadavere nella palude, il cui contagio appesta
    Tanto i corvi che lo beccano quanto i bambù che crescono
    concimati dal suo liquame. Perché non mi parli di questo?
    Perché menti all'imperatore dei tartari, straniero?

    Italo Calvino, Le città invisibili).