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November 02 Dieci romanzi all'interno di un romanzo "Stai per cominciare a leggere il nuovo romanzo 'Se una notte d'inverno un viaggiatore' di Italo Calvino. Rilassati. Raccogliti. Allontana da te ogni altro pensiero. Lascia che il mondo che ti circonda sfumi nell'indistinto. La porta è meglio chiuderla: di là c'è sempre la televisione accesa. Dillo subito, agli altri: ' No, non voglio vedere la televisione!' Alza la voce, se no non ti sentono: 'Sto leggendo! Non voglio essere disturbato!' Forse non ti hanno sentito, con tutto quel chiasso; dillo più forte, grida: 'Sto cominciando a leggere il nuovo romanzo di Italo Calvino!' O se non vuoi non dirlo: speriamo ti lascino in pace." >> Incipit di "Se una notte d'inverno un viaggiatore" di Italo Calvino - 1979 Questo è uno di quei libri che ti incantano e ti fanno esclamare: "geniale!" davvero geniale. Ecco come il grande Italo Calvino descrisse questa sua originale opera: «'Se una notte d'inverno un viaggiatore' è un romanzo sul piacere di leggere. Protagonista è il lettore che per dieci volte comincia a leggere un libro che, per vicissitudini estranee alla sua volontà, non riesce a finire. Ho dovuto dunque scrivere l'inizio di dieci romanzi di autori immaginari. Tutti, in qualche modo, diversi da me e diversi tra loro.» Se una notte d’inverno un viaggiatore di Calvino è un iper-romanzo. Sostanzialmente un gioco in cui Calvino ostenta in modo quasi provocatorio i suoi "trucchi" di narratore. Il protagonista è il lettore. "Io Lettore" sono in una stretta morsa dialogica direttamente con l’autore, il quale mi parla dandomi del tu, scaraventando ogni logica comune della narrazione tradizionale. E questo lo trovo fantastico. Ha come caratteristica quella di non avere né un inizio né una fine, "ma solo molteplici punti di entrata e di uscita" perché come diceva Calvino "il mondo di fuori per definizione è continuo, non ha limiti visibili", e l'inizio è appunto un atto di limitazione, di interruzione del continuo... come ne "Il castello dei destini incrociati", dove «ogni racconto corre incontro a un altro racconto» perché, come descrive uno dei personaggi: «mentre un commensale avanza la sua striscia un altro dall'altro estremo avanza in senso opposto, perché le storie raccontate da sinistra a destra o dal basso in alto possono pure essere lette da destra a sinistra o dall'alto in basso, e viceversa, tenendo conto che le stesse carte presentandosi in un diverso ordine spesso cambiano significato, e il medesimo tarocco serve nello stesso tempo a narratori che partono dai quattro punti cardinali» Qui Calvino mette in rilievo quanto sia limitata la nostra scrittura (più in generale, la scrittura occidentale): infatti una testo, una pagina scritta, può essere letta solo in maniera lineare, da sinistra verso destra e dall'alto verso il basso. Il tarocco invece, il suo rettangolo, offre una molteplice lettura... e questo "simbolo" rappresenta la fluidità tipica del racconto orale, di una conversazione, del pensiero... un po' come il famoso "flusso di coscienza".. fatto di mezze frasi, frasi a metà. Ecco com'è allora strutturato un iper-romanzo, una rete in cui confluiscono molteplici percorsi. E a questo modello di iper-romanzo si è certamente ispirato alla famosa Biblioteca Babele di Borgers, una biblioteca infinita, multicentrica. Tornando a Se una notte d'inverno un viaggiatore è strutturalmente particolarissimo, un insieme di racconti di diversi viaggiatori, dove ogni racconto contiene altri inizi di racconti (un'inclusione di una storia in un'altra) ed è il Lettore stesso, con la L maiuscola, in quanto protagonista, che si trova di fronte ad una molteplicità di inizi. Quindi il romanzo consiste in tentativi da parte del Lettore di entrare nel testo, di addentrarsi, di andare avanti... tentativi che però lo lasciano deluso poiché il testo a sé stante, cioè il libro che il Lettore pensava di aver acquistato, non esiste, gli si presenta invece una molteplicità di punti d'entrata. |
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