fiOrdivaniLLa's profilelatte&mielePhotosBlogListsMore Tools Help

Blog


    October 15

    Jaques Derrida e il decostruzionismo

    "La filosofia può essere considerata come una cartolina postale che è stata scritta con l'intenzione di arrivare a destinazione ma che in realtà non lo fa. La filosofia che raggiunge la destinazione e che si distrugge in quest'ultima cessa di essere filosofia vera".
    Da "La carte postale", di Jaques Derrida.
    Jacques Derrida (filosofo francese) è legato a un movimento filosofico, sviluppatosi soprattutto a partire dagli anni Settanta, noto come "decostruzionismo", corrente critica del Novecento che nega al linguaggio la possibilità di esprimere significati univoci, assoluti e afferma al contrario la necessità di analizzare qualsiasi testo letterario, filosofico, culturale in senso lato – facendone emergere i conflitti interni e decifrando alcuni dei suoi molteplici, possibili significati. Perché sì, un testo non ha una sola interpretazione ma molteplici (e non entro nel campo della Semiotica perché, come al solito, rischierei di dilungarmi assai). Un testo è inteso come un qualcosa di referenziale, parla di qualcosa a qualcuno, fa parte dunque di una dimensione attiva e non passiva, in cui il lettore è chiamato "in causa" a leggere e interpretare.

    October 09

    Concerto Elisa

    Ochei (quanto mi piacciono le italianizzazioni), in questa foto sono venuta tutto sommato abbastanza (no, in realtà molto) orribile. Sono a dir poco o-sce-na. Ma non potevo non metterla, perché è una foto di un momento che diverrà un bellissimo ricordo: il concerto di Elisa, tenutosi il giorno 7 al Datch Forum. Un ricordo bellissimo non tanto per il concerto, quanto per la compagnia, poi anche per il concerto : )
    Un grazie particolare dunque va sicuramente alla dolce Cami, che mi ha fatto davvero un regalo speciale e stupendo. E' stato bello vivere insieme quel concerto. emozionante.

    Grazie Cami :*

    camiemanu   

    October 06

    Come scrivere bene di Umberto Eco

    Come scrivere bene
    di Umberto Eco

    In questa Bustina Umberto Eco ha tradotto una serie di regole molto popolari tra i business writer americani. Sono passate di sito in sito e di e-mail in e-mail, per cui non si sa più chi sia l'autore. Qui l'originale inglese .

    1. Evita le allitterazioni, anche se allettano gli allocchi.

    2. Non è che il congiuntivo va evitato, anzi, che lo si usa quando necessario.

    3. Evita le frasi fatte: è minestra riscaldata.

    4. Esprimiti siccome ti nutri.

    5. Non usare sigle commerciali & abbreviazioni etc.

    6. Ricorda (sempre) che la parentesi (anche quando pare indispensabile) interrompe il filo del discorso.

    7. Stai attento a non fare... indigestione di puntini di sospensione.

    8. Usa meno virgolette possibili: non è “fine”.

    9. Non generalizzare mai.

    10.Le parole straniere non fanno affatto bon ton.

    11.Sii avaro di citazioni. Diceva giustamente Emerson: “Odio le citazioni. Dimmi solo quello che sai tu.”

    12.I paragoni sono come le frasi fatte.

    13.Non essere ridondante; non ripetere due volte la stessa cosa; ripetere è superfluo (per ridondanza s’intende la spiegazione inutile di qualcosa che il lettore ha già capito).

    14.Solo gli stronzi usano parole volgari.

    15.Sii sempre più o meno specifico.

    16.L'iperbole è la più straordinaria delle tecniche espressive.

    17.Non fare frasi di una sola parola. Eliminale.

    18.Guardati dalle metafore troppo ardite: sono piume sulle scaglie di un serpente.

    19.Metti, le virgole, al posto giusto.

    20.Distingui tra la funzione del punto e virgola e quella dei due punti: anche se non è facile.

    21.Se non trovi l’espressione italiana adatta non ricorrere mai all’espressione dialettale: peso e! tacòn del buso.

    22.Non usare metafore incongruenti anche se ti paiono “cantare”: sono come un cigno che deraglia.

    23.C’è davvero bisogno di domande retoriche?

    24.Sii conciso, cerca di condensare i tuoi pensieri nel minor numero di parole possibile, evitando frasi lunghe — o spezzate da incisi che inevitabilmente confondono il lettore poco attento — affinché il tuo discorso non contribuisca a quell’inquinamento dell’informazione che è certamente (specie quando inutilmente farcito di precisazioni inutili, o almeno non indispensabili) una delle tragedie di questo nostro tempo dominato dal potere dei media.

    25.Gli accenti non debbono essere nè scorretti nè inutili, perchè chi lo fà sbaglia.

    26.Non si apostrofa un’articolo indeterminativo prima del sostantivo maschile.

    27.Non essere enfatico! Sii parco con gli esclamativi!

    28.Neppure i peggiori fans dei barbarismi pluralizzano i termini stranieri.

    29.Scrivi in modo esatto i nomi stranieri, come Beaudelaire, Roosewelt, Niezsche, e simili.

    30.Nomina direttamente autori e personaggi di cui parli, senza perifrasi. Così faceva il maggior scrittore lombardo del XIX secolo, l’autore del 5 maggio.

    31.All’inizio del discorso usa la captatio benevolentiae, per ingraziarti il lettore (ma forse siete così stupidi da non capire neppure quello che vi sto dicendo).

    32.Cura puntiliosamente l’ortograffia.

    33.Inutile dirti quanto sono stucchevoli le preterizioni.

    34.Non andare troppo sovente a capo. Almeno, non quando non serve.

    35.Non usare mai il plurale majestatis. Siamo convinti che faccia una pessima impressione.

    36.Non confondere la causa con l’effetto: saresti in errore e dunque avresti sbagliato.

    37.Non costruire frasi in cui la conclusione non segua logicamente dalle premesse: se tutti facessero così, allora le premesse conseguirebbero dalle conclusioni.

    38.Non indulgere ad arcaismi, apax legomena o altri lessemi inusitati, nonché deep structures rizomatiche che, per quanto ti appaiano come altrettante epifanie della differanza grammatologica e inviti alla deriva decostruttiva – ma peggio ancora sarebbe se risultassero eccepibili allo scrutinio di chi legga con acribia ecdotica – eccedano comunque le competente cognitive del destinatario.

    39.Non devi essere prolisso, ma neppure devi dire meno di quello che. 40. Una frase compiuta deve avere.

     

    tratto da: Umberto Eco, La Bustina di Minerva, Bompiani 2000

    October 04

    Domanda su Yahoo!Answer

    Federico, se mi leggi.. vai a questa bellissima domanda sul nostro adorato sito di "domande&risposte"... c'è da mettersi le mani nei capelli: domandayahoo
    La domanda è "Plis o bisogno di agliuto se mi capt rx ?"

    ........... alla cortese attenzione di tutti gli utenti ...........

    se qualcuno fosse in grado di tradurmi questa domanda non esiterei a ringraziarlo con tutto il cuore, perché io questa volta non ne sono proprio venuta a capo.. forse perché ero (e sono) troppo concentrata a disperarmi. Ritornando dunque al mio post di qualche giorno fa sull'italiano e il suo cambiamento nell'era moderna/tecnologica... qualcuno mi diceva che non biasimava tale linguaggio, abbreviazioni e quant'altro e che anzi, delle volte sono necessarie le abbreviazioni, per via del tempo, della semplicità di espressione etc. etc. ... Beh, fossi in loro mi ricrederei.